martedì 3 marzo 2009

I DIALOGHI CON LEUCO'

I DIALOGHI CON LEUCO'
di C. Pavese
L'isola (Calipso - Odisseo); I ciechi (Tiresia - Edipo); Schiuma d'onda (Saffo - Britomarti); Il fiore (Eros -Tànatos); La vigna (Leucotea - Ariadne); L’inconsolabile ( Orfeo - Bacca) e Il mistero (Dioniso - Demetra): questi i dialoghi, tra i ventisette che compongono l'opera, che verranno affrontati nella messinscena. I protagonisti sono eroi della mitologia greca e latina.Il tentativo che intende operare Pavese in quest'opera è quello della ricerca, o ancor meglio della riscoperta del "mito"'. Un mito che, seppur storicamente proprio di un'epoca ormai tramontata (quella greca), ci appartiene ancora in maniera viscerale nella misura in cui sublima ed eternizza le angosce e le esperienze più intime dell'uomo, antico e moderno.Oggi a più di cento anni dalla sua nascita, il Teatro Vascello rende omaggio al grande scrittore piemontese con "I dialoghi con Leucò", il nuovo spettacolo della compagnia La Frabbrica dell'Attore a cura di Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni.
Il Teatro Vascello si trova in Via G. Carini 78 a Monteverde Vecchio (Roma) sopra a Trastevere, vicino al Gianicolo. Con mezzi privati: Parcheggio per automobili: lungo Via delle Mura Gianicolensi, a circa 100 metri dal Teatro.Con mezzi pubblici: autobus 75 si ferma proprio davanti al teatro Vascello e si può prendere da stazione Termini, Colosseo, Piramide, oppure il 44, il 710 e l'871, 870. Treno Metropolitano che si può prendere da Ostiense fermata Stazione 4 venti in Viale 4 Venti a due passi dal Teatro Vascello .

BENJAMIN BUTTON

Gigantesco il lavoro fatto sull'invecchiamento e il ringiovanimento digitali di Brad Pitt, entrambi ottenuti sperimentando una tecnica innovativa di motion capture. Il risultato è che Benjamin Button agli oscar prende solo miglior effetti speciali. Eppure la storia di un nascituro novantenne che il giorno della fine della prima guerra mondiale viene abbandonato davanti ad un centro anziani poteva avere qual cosina di più. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano, ma soprattutto taglia due vite e le fa incontrare a metà strada.

Fincher sceglie di narrare una storia con un espediente classico: attraverso le memorie di un diario letto da una figlia ad una madre ormai anziana e in letto di morte. Fotografa tutto virando verso il seppia e opta per la calligrafia spinta, cosa che ovatta il racconto con l'indulgenza e il fascino di cui sono dotati i ricordi. Il risultato è un'agiografia del passato che vince sul presente (New Orleans ieri e oggi con Katrina alle porte), una prospettiva a ritroso indulgente e favolistica sugli Stati Uniti che riesce a far riflettere sulla caducità della vita e sulla soggettività del tempo.
Francesca Crostarosa

FAR WEST STORY

Il western classico rivisto e corretto da Lillo e Greg prende vita al Teatro Brancaccio di Roma in “Far west story” dal 19 febbraio all’8 marzo. Se al cinema recentemente “Appaloosa” ha fatto fare un passo avanti al genere descrivendo emozioni nuove per i cowboy e una figura femminile alquanto scaltra, a teatro il duo comico lo stravolge in chiave parodistica utilizzando un linguaggio che attinge alla loro comicità surreale e metalinguistica. Rivivono “Per un pugno di dollari” o “Lo chiamavano Trinità”, ma si strizza l’occhio ai fumetti, passando per i grandi musical. “Far west story” è l’epica e avventura d’un manipolo di anti-eroi. Un anziano vedovo, padre di due figliole, è in possesso d’una mezza mappa che cela il nascondiglio del bottino d’una vecchia rapina al treno. Uno spietato fuorilegge che soggioga l’intera cittadina, ha l’altra metà e non esita ad uccidere l’anziano padre per sottrargli la metà mancante. Arrivano per caso due pistoleri (Greg e Lillo) e, sempre per caso, uno si ritrova incolpato dell’assassinio e l’altro viene accusato di essere lo scagnozzo del cattivo. Scatta così l’operazione che servirà ad assicurare alla giustizia il cattivo e a restituire alla cittadina la libertà.
Su questo sfondo si muovono le figure che animano da sempre l’immaginario western: lo sceriffo, il proprietario del Saloon con la prostituta, il pianista, i giocatori di poker, i pistoleri ed il vecchietto cercatore d’oro. A rendere l’intreccio spettacolare provvede uno schermo, inserito nella scenografia, attraverso il quale i protagonisti entreranno ed usciranno per duettare anche con se stessi registrati. Sarà nuovamente presente anche una stravaganza già testata nella precedente commedia, “La Baita degli spettri”: contenuti speciali dal vivo sul palco, che offrono al pubblico la visione spiazzante del linguaggio d’un dvd, con commenti, scene tagliate, errori e provini. Ultimo, ma non troppo, ci saranno cinque momenti segnalati da un avvisatore acustico-luminoso, in cui saranno dette battute fuori luogo. Gli ascoltatori di “610” facilmente riconosceranno l’impronta “radiofonica” ad alto tasso di comicità di Lillo e Greg.
Francesca Crostarosa