martedì 2 dicembre 2008

CNI MUSIC e AMNESTY INTERNATIONAL

In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale deidiritti umani, CNI Music e la Fondazione Amnesty International danno alle stampe una importante compilation con il contributo di alcuni dei più importanti artisti della scena musicale nazionale: Ivano Fossati, Subsonica, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Enzo Avitabile,Gianmaria Testa, Mariella Nava & Dionne Warwick, Samuele Bersani, Paola Turci, Giorgio Canali, Eugenio Bennato, Max Gazzè, Modena City Ramblers, Niccolò Fabi, Antonella Ruggiero, Jovanotti.

Realizzato e distribuito da CNI Music, "17x60" sarà nei migliorinegozi di dischi a partire dal 21 novembre 2008.

Shakespeare Low (bassi, balordi e ignavi)

Che significa fare teatro e qual è il suo scopo? Che ruolo ha il palcoscenico? Chi erano e che ruolo avevano i personaggi “bassi” shakespeariani?

Straordinario esempio di teatro didattico Shakespeare Low (bassi, balordi e ignavi) nasce con l’obiettivo di spiegare ai più giovani cosa significa il teatro.

Un’impresa certamente non semplice per l’autore e regista Giancarlo Sepe, che riporta ancora una volta l’attenzione sulla grandezza di Shakespeare, scegliendo di dare voce solo ai personaggi "bassi, balordi e ignavi" e dimostrando come anch'essi possano esprimere i grandi temi affrontati dal poeta inglese (amore, giustizia, sogno, destino, passione, dolore, vendetta).

Una sorta di "lezione" che si svolge totalmente in platea escludendo del tutto il palcoscenico, lo spettacolo si basa sull’alternarsi del testo principe di Amleto con una storia ambientata nel 1940 a Londra, dove una compagnia sta cercando uno spazio per recitare, ma trova tutti i teatri occupati; c'è la guerra e le compagnie di Burlesque tentano di risollevare il morale di una popolazione allo stremo. Da qui comincia un gioco di specchi e assonanze, che catapulta nella Londra del XVII secolo, l’epoca del teatro elisabettiano.

Attraverso la musica, i movimenti del corpo e un linguaggio che rispetta i testi shakespeariani, il pubblico può viaggiare nelle opere più importanti del grande drammaturgo inglese (Amleto, Romeo e Giulietta, Come vi piace, Re Lear, Riccardo III), ascoltando contemporaneamente il racconto di una storia avvincente e nostalgica, capace di attrarre e conquistare il pubblico.

“Shakespeare Low” rappresenta, quindi, un pretesto per giocare sulla drammaturgia shakespeariana: le figure sono basse in quanto non hanno importanza, balorde perché sono anche cattive, ignave perché ignorano quanto possano essere rilevanti nell’ambito della storia.

Il regista propone un approccio cinematografico nell’uso della luce, alternando buio totale ad illuminazioni molto forti ed improvvise, creando un’atmosfera offuscata durante tutta la durata dello spettacolo e un contesto in cui quasi sempre non si vedono confini.

L’uso della musica è altrettanto fondamentale, nell’ accompagnare ogni singolo momento, dialoghi e silenzi, come una vera e propria colonna sonora.

Uno spettacolo che ci racconta dell'etica del teatro capace di parlare all'uomo e alla sua anima; uno spettacolo che vuole farci innamorare del teatro e delle sue possibilità di conoscenza, gioco, magia; uno spettacolo dal carattere fortemente innovativo oltre che didattico, che trasporta sin dall’inizio il pubblico in un’epoca, in una storia, poi in un’altra e in un’altra ancora, in un intreccio tra realtà e pura atmosfera shakespeariana.

TEATRO DI NATALE

CRIPTA DELLA BASILICA DEI SANTI BONIFACIO E ALESSIO ALL’AVENTINO
Piazza S. Alessio 23 - Roma

La Compagnia Teatrale
LA BOTTEGA DELLE MASCHERE
da martedì 16 a sabato 20 dicembre 2008
presenta

TEATRO DI NATALE

Componimento e regia di Marcello Amici

con
Antonella ALFIERI, Marcello AMICI, Maria Pia CARLUCCI, Cristina CHIRIAC
Giorgio CORCOS, Umberto QUADRAROLI, Anna VARLESE, Marco VINCENZETTI
Disegno scenico e costruzione musicale: Marcello de Lu Vrau - Costumi: Natalia Adriani
Direttori di scena: Marco Salietti e Rosemarie Della Scala - Foto: Enzo Maniccia
Assistente alla regia: Giuseppe Lauri - Direttore tecnico: Luigi Burelli

Magnificat. Fuori è notte. È la Vigilia di Natale. Inizia così, dal cielo in su, “Teatro di Natale”, la recita a soggetto per la grande notte di Bethlemme. È un componimento che attinge alle Sacre scritture, alla letteratura europea, alle tradizioni romane. E’ un appuntamento con la poesia. La messinscena sale sulle colline di cartone del presepio e da lì gli attori guardano le contrade della terra illuminate da strane comete e popolate da gente triste. Tra i pupazzi del presepio tutto diventa leggenda e favola; il quotidiano si riproduce per essere letto e interpretato. Il teatro prende in prestito le colline di cartone per intervenire in una delle stagioni più capricciose e incerte della storia dell’uomo, perché tornino i colori del sogno e della poesia. Da una parte i passi antichi della Notte Santa, dall’altra Maria e Giuseppe che arrivano a Bethlemme per il censimento di Augusto. Cercano un alloggio. Gli attori si compongono: i profeti, i saggi, i contrari, i favorevoli, i filosofi e si ricompongono con accenni intensi di quello che accadrà nel pomeriggio di un Venerdì Santo. E’ una messinscena costruita tra letteratura e palcoscenico, perché il teatro è il solo luogo dove gli spazi si riempiono di personaggi, di voci, di musica, di corpi, di significati e di simboli.

Teatro di Natale è l’opera naif che la Compagnia Teatrale La bottega delle maschere mette in scena alla fine dell’autunno per significare il Natale 2008 nel contesto delle asprezze internazionali e per ricordare il felice mondo dei bambini che prima fanno il giuoco, poi ci credono, poi lo vivono come vero. È una storia costruita con la poesia di tanti poeti, da Pascoli a Gozzano, da Quasimodo a Pasternak, da Manzoni a Ungaretti, con la solennità delle Sacre Scritture, del Corano e con la teatralità di certe laudi romane dei secoli XV e XVI.

E’ teatro sacro. E’ una strana avventura di pupazzi traditi, offesi e santi. Il loro è un universo di gente che risale come dalle profondità di un abisso per scrivere una storia futurista dai connotati di sogno, dove si racconta di passioni non più soggette alla forza di gravità. I “Pupazzi” parlano, dicono, rivelano, esasperano i loro ricordi, i loro desideri, i loro dolori, i loro vizi, le loro virtù. Per loro il racconto di Natale colora la vita e riscrive la poetica dell’assurdo. È bello, almeno nei giorni vicini alla neve, pensare al teatro come a un luogo dove si possa contemplare la vita da una distanza giusta, da un posto protetto, tutto nostro, dove, ancora, è possibile una riflessione senza angosce, mentre la neve fiocca, fiocca, fiocca e una zana dondola pian piano ...

Il Presepe è stato realizzato da Padre Bruno Masetto

Ingresso gratuito - fino ad esaurimento posti - con prenotazione obbligatoria
Accesso alla Cripta: 20.45 - Inizio spettacolo: 21.15 - fine spettacolo: 22.15
Informazioni e prenotazioni: 06.6620982

Sarà benaccetto un contributo per gli oltre 30.000 pasti caldi che ogni anno i Padri Somaschi
della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino offrono ai Poveri di Roma