mercoledì 5 novembre 2008

L’ALTRO LATO DEL LETTO

BIS SRL
in collaborazione con Festival La Versiliana
presenta

Vittoria Belvedere e Milena Miconi (nel ruolo di Sonia) Michele La Ginestra
Ketty Rosselli e con Augusto Fornari

L’ALTRO LATO DEL LETTO

Commedia con musiche di David Serrano e Roberto Santiago
traduzione e adattamento
Marioletta Bideri e Stefano Messina
con
Altea Russo, Mela Battaglia, Giovanna Martini, e Massimiliano Giovannetti
e con
Simone Alessandrini (sax)
Ippolito Pingitore (percussioni)
e con
I KANDELABRUM
Stefano Valenti (batteria) Giacomo Milani (tastiere) Marco Trapanese (chitarra)
regia
MARIOLETTA BIDERI E STEFANO MESSINA
Costumi Annalisa Di Piero
Musiche Originali Pino Cangialosi Coreografie Fabrizio Angelini
Disegno audio Maurizio Capitini Disegno Luci Umile Vainieri

Che succede se la tua fidanzata ti tradisce con il tuo migliore amico e se la fidanzata del tuo migliore amico diventa la tua amante, in un turbinio di coppie, etero e omosessuali, che nascono e scoppiano nel giro di pochi minuti? Il risultato è L’altro lato del letto, la commedia musicale già rappresentata con grande successo per quattro stagioni in Spagna, e tratta dall’omonimo film scritto da David Serrano ed interpretato da Paz Vega.

L’altro lato del letto commedia con musiche di David Serrano e Roberto Santiago tradotta e adattata Marioletta Bideri e Stefano Messina: è un testo brillante, i cui protagonisti esprimono in musica i propri sentimenti, che si tratti d’amore, di gelosia, di solitudine o di gioia, recitando, cantando, ballando sulle coreografie realizzate da Fabrizio Angelini.

Quattro personaggi principali, due coppie di amici che si prendono e si lasciano, che rivelano false verità e nascondono inconfessabili segreti, il tutto su un letto, sotto e sopra quelle lenzuola che diventano il vero palcoscenico della vicenda. Ma al di là della battuta e della risata facili, lo spettacolo mette in luce la quotidiana fragilità di rapporti affettivi costantemente minati dal terrore della solitudine e dell’incertezza.

Milena Miconi, che già aveva interpretato il personaggio di Paola nel debutto dello spettacolo al Festival della Versiliana, e Vittoria Belvedere hanno deciso di alternarsi nel ruolo di Sonia per riuscire a conciliare gli impegni professionali e familiari di entrambe.

TEATRO SALA UMBERTO di Roma
Dal 12 al 23 novembre

Masked - Legami di sangue

Il Carro dell’Orsa presenta al
Teatro dell’Orologio, Sala Grande
via dei Filippini 17 – Tel. 066875550
Dal 6 al 23 novembre 2008

Masked
Legami di sangue



di
Ilan Hatsor
con
Massimiliano Mecca (Da’ud) - Fabio Pappacena (Na’im)
Michele Degirolamo (Halled)
Scene e costumi - Maria Alessandra Giuri; Musiche - Marco Melia; Luci - Paolo Macioci
regia
Maddalena Fallucchi


Rappresentato con successo di pubblico e di critica, prima a Tel Aviv dal Teatro Arabo-Ebraico di Jaffa e nel corso degli anni a New York, arriva al Teatro dell’Orologio di Roma dal 6 al 23 novembre 2008, in prima nazionale assoluta, MASKED-Legami di sangue, magistralmente scritto da Ilan Hatsor e diretto da Maddalena Fallucchi, con Massimiliano Mecca, Fabio Pappacena e Michele Degirolamo.

Concepito nel 1990 ma attuale più che mai, Masked-Legami di sangue, è stato il primo testo teatrale israeliano che ha osato parlare dell’Intifada, senza schierarsi da nessun’altra parte, se non da quella dell’essere umano. Vincitore del primo premio all'Israel Fringe Theater Festival ad Acco, non ha perso negli anni neanche un grammo del suo portato emotivo: antico e contemporaneo nello stesso tempo, potrebbe essere esportato a qualsiasi epoca storica e a qualsiasi area geografica, come l’ ex Jugoslavia, l’Irlanda, o la Baghdad di oggi.

La straordinarietà di questo testo è quella di mettere in scena il dramma della guerra attraverso il privatissimo spaccato di una famiglia coinvolta nell’Intifada: è la storia di tre fratelli palestinesi che hanno scelto strade diverse, politicamente incompatibili, ma che nemmeno per un attimo smettono di essere fratelli. Il più grande, che lavora a Tel Aviv come lavapiatti, viene accusato di essere una spia al servizio degli israeliani, così il secondo, rifugiatosi fra le montagne per aderire al gruppo terrorista delle “Tigri della Rivoluzione” decide di interrogarlo prima che vengano i compagni. Chiede dunque l’aiuto del più piccolo, coinvolto da entrambe le parti in un vero e proprio tiro alla fune emotivo. L’azione si svolge interamente fra le quattro mura della macelleria in cui lavora il più giovane: l’unità di tempo e di luogo è letteralmente mozzafiato, mentre il linguaggio che viene parlato è quello universale, del sangue. C’è infatti un sapore classico in questo spettacolo così drammaticamente moderno: è la struttura della tragedia greca che lo scrittore ha sapientemente utilizzato per raccontare “il conflitto tra fratelli, che è uno dei più antichi conflitti nella storia delle nazioni”, come egli stesso ha dichiarato durante una delle lezioni che tiene regolarmente nell’Università di Tel Aviv.

Dal martedì al venerdì ore 21.00 – Domenica ore 18.30
Costo biglietti: ingresso € 12,00 – ingresso ridotto € 10,00 – tessera associativa € 2,00

Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell’amore)

rialtosantambrogio dal 7 al 9 novembreore 21.30
Assunta Pertuso (e le splendide illusioni dell’amore)

uno spettacolo di Mirko Felizianicon Beatrice Ciampaglia & Mirko Feliziani
elementi scenici di Daniele Menegazzo
produzione AbeleCaino/Festival Voci di Fonte (SI)
si ringrazia Armunia nella persona di Massimo Paganelli
spettacolo finalista al Premio Scenario 2007
Parole
Ecco a voi un piccolo carillon in cui un siparietto sta in piedi in mezzo al nulla e due strampalate marionette consumano il loro tempo nella logora ripetizione di un “grande numero” fatto di storie bislacche e canzoncine beffarde, celebrano il ricordo degli zingari che le accudivano e che le hanno poi perse nell’immondizia, aspettano il fantomatico Pertuso perché le liberi dall’oppressione delle loro maschere e dei loro camuffamenti ma il cui arrivo non segnerà altro che l’epilogo di ogni possibile storia.Nutrimento del nostro lavoro è stata la fiaba e fiabesca è la forma di cui Assunta Pertuso vuol vestirsi. Se come dice Bruno Bettelheim “per il bambino, e per l’adulto che, come Socrate, sa che permane un fanciullo anche nel più saggio di noi, le fiabe rivelano delle verità circa l’umanità e noi stessi”, allora Assunta Pertuso vuol essere il nostro personale tentativo di incarnare l’esperienza interiore dell’attore/autore in una favola teatrale che indaghi con una metafora ciò che a noi stessi non sarebbe altrimenti visibile.

Miraggi
“Sono Assunta Pertuso, in carne ed ossa ma effimera come l’amore e labile come l’identità. Appaio in scena alla fine, e prima di me due folli pupazzi si affannano in parole e gesti vani: amanti dell’impossibile, come i bimbi nei loro giochi muoiono e rinascono in un batter di ciglia e i loro brevi sonni generano sogni vasti quanto il mondo.A loro, prima che io arrivi, bastino un canto, un ballo e un racconto per ammansire le ore.Sono Assunta Pertuso e il mio nome racchiude un destino: lieve come le metafore, infido come sabbie mobili.Infine, perché io arrivi, si uccida un allegro pupazzo per regalare in dono al mondo la visione della carne e il principio di tormenti e piaceri”.

Personæ
Abelecaino è l’etichetta che sigla, più che un gruppo, l’incontro tra Mirko Feliziani, attore/drammaturgo, e Beatrice Ciampaglia, attrice. Del 2005 è il primo studio per lo spettacolo Pia Opera, scorcio “napoletano” con statue sacre tutto incentrato su pulsioni sessuali e transfert d’identità. Nel 2006 Mirko Feliziani è autore di Nuda Proprietà che va in scena, per la regia di Massimiliano Civica, nell’ambito della rassegna “Il Garofano Verde”. Assunta Pertuso, finalista al Premio Scenario 2007, debutta al Colosseo Nuovo Teatro nella rassegna sulla “Non-Scuola Romana” curata da Nico Garrone.

Pia Opera

rialtosantambrogio 5 e 6 novembre
ore 21.30

Pia Opera


uno spettacolo di Mirko Feliziani
con Beatrice Ciampaglia & Mirko Feliziani
produzione AbeleCaino

Chi è Pia Opera?
Una veggente da quattro soldi finge di aggiustare in sogno il destino altrui, anche se di notte non ha mai sognato nulla. Quando riceve in pegno una statuetta della Vergine, la sua attività onirica si fa improvvisamente fervida: la Madonna le fa visita ad ogni sonno e la chiama Pia, Pia di nome e Opera di cognome. Non importa se sia o no lei, Pia Opera: la Madonna la cerca e la troverà. A costo di farcela diventare.

Monologo a due voci
Ci vedrai in due all’ombra di un solo, ipotetico personaggio: due voci e due corpi che si alternano – quasi inseguendosi – nel tentativo di fare emergere una tragicomica figura persa nella nebbia.Riusciremo a ricucire insieme, magari per un istante, l’involucro stracciato di Pia Opera, nella tua mente di spettatore? A patto che tu accetti l’inganno e noi tendiamo accuratamente il tranello, potremmo scommettere che la finzione è reale quanto la realtà, perché tu la vedi.
Dunque ti chiediamo: chi è Pia Opera?
L’immagine che balugina nel tuo occhio?

IL RE DI NEW YORK

Dal 18 al 30 novembre 2008
TEATRO BRANCACCIO

BIAGIO IZZO

in

IL RE DI NEW YORK

con

TERESA DEL VECCHIO GIORGIO CAROSI
ANTONIO CONTE PAOLO BONANNI MAX VITALE

con la partecipazione di ANTONELLA ELIA
il Balletto Loretta Paoletti Elisabetta Persia Bianca Suciu Fanni Careddu

Scene FRANCESCO SCANDALE
Disegno luci MARCO MACRINI
Coreografie GERMANA BONAPARTE
Costumi GRAZIELLA PERA
Musiche PAOLO BELLI
Regia CLAUDIO INSEGNO

Sospeso tra musical e recital, tra varietà e commedia, sulle note musicali di Paolo Belli arriva Il Re di New York. L’istrionico Biagio Izzo è il capocomico di uno spettacolo brillante e accattivante, ambientato tra i grattacieli di quella capitale del mondo chiamata Nuova York.

I fratelli Montemarano (Biagio Izzo e Teresa Del Vecchio) sbarcano in quel di New York dalla loro Napoli. Motivo? L’eredità di zio Johnny, un vecchio parente dimenticato, emigrato anni or sono verso il Nuovo Continente in cerca di fortuna. Proprietario dell’importante bar-ristorante Il re di Mergellina, situato nel quartiere di Little Italy, questo zio la fortuna l’aveva trovata. Ma una volta sbarcati in America, i fratelli Montemarano entrano in conflitto: Biagio – stregato dalla megalomania della Grande Mela – sogna di trasferirsi definitivamente per non fare più ritorno; Teresa è più risoluta, e medita di vendere l’attività, dividere i ricavi e tornare al più presto in patria. Al momento di intraprendere le pratiche notarili, emergono una serie di personaggi rivelatori di un passato del ristorante controverso: a quanto pare il caro zio è stato protagonista di una serie di traffici illeciti.

Tra balletti e gag dirette dal bravo Claudio Insegno, e interventi musicali dell’ottimo Paolo Belli, la verve di Biagio Izzo domina la scena. Un cast affiatato che vede i nomi di Giorgio Carosi, Paolo Bonanni, Max Vitale, Antonio Conte e Antonella Elia.

Biagio Izzo non è solo il protagonista, ma è soprattutto coautore in compagnia di Bruno Tabacchini, collaboratore storico da più di 20 anni con cui ha realizzato testi per il cabaret proposti sia in televisione che in teatro.

Il tour de Il Re di New York, dopo aver toccato la Campania, la Puglia e la Lombardia, arriva ora nel Lazio. In scena al teatro Brancaccio di Roma dal 18 al 30 novembre 2008.

INFORMAZIONI:
Da martedì a sabato ore 21:00
Domenica ore 17:00
Da martedì a venerdì da 20 € a 38 €
Sabato e domenica da 25 € a 42 €
tel 06 98264500
http://www.teatrobrancaccio.it/

A VOLTE UN GATTO

TEATRO DE’ SERVI
Via del Mortaro, 22 – Tel. 06.6795130

Dal 4 al 23 novembre
Luciana Frazzetto
Alberto Bognanni
Julio Solinas
Siddhartha Prestinari
in

A VOLTE UN GATTO

di
Cristiano Censi
costumi Roberto di Falco scene Valentina Mengarelli
coreografie Clelia Fradella
foto Gianluca Saragò
assistente regia Priscilla Giuliacci
luci Tony Di Tore

Regia
Massimo Milazzo

“QUANDO GLI ANIMALI SUPERANO GLI UMANI”

Cristoforo, gatto bastardo e Isadora, cagnetta di razza, con il dono della parola osservano e giudicano i comportamenti dei loro padroni. Una commedia fantastica, allegra e intrigante sull'incomunicabilità tra esseri umani e animali

Luciana Frazzetto, leader storico de "Le sbandate", “Maestra di risate’’ e paladina di una comicita’ esilarante, torna in palcoscenico per raccontare la coppia con tutte le sue nevrosi e manie che si sposano ad un quotidiano tragicomico, oramai consumato dalle consuetudini.

Peccato che agli animali manchi la parola!” dice Maria Luisa (Luciana Frazzetto), moglie di Carlo (Alberto Bognanni), padroni di una cagnetta di razza, Isadora (Siddharta Prestinari), e di un gattaccio bastardo, Cristoforo (Julio Solinas). Ma i due non sanno che i loro animali fra loro parlano e si intendono benissimo e capiscono tutto quello che i loro padroni dicono: sono essi invece, a non capirli. Uno spaccato, quasi una vivisezione di una coppia in crisi che si rifrange, appunto, in questi due animali che con loro dividono una casa in cui tutto è guasto durante un fine settimana pieno di pioggia, assediati dai rumori del traffico. La cosa più divertente è che anche Isadora e Cristoforo sono degli attori, senza alcuna concessione né di costumi né di caricatura di voci: sarebbe difficile distinguere gli uni dagli altri. I quattro personaggi, come murati in un ambiente dove non si riesce a comunicare con gli altri, si legano a un sottilissimo gioco intrecciato, dal quale emerge la crudeltà degli ”umani”, l’ indifferenza e l’egoismo con cui vedono i propri “animali” ora grotteschi simulacri di figli mai avuti, ora idealizzati partner perfetti sempre sognati.

Nel loro sonoro silenzio Isadora e Cristoforo sono testimoni di una squallida vicenda di tradimenti e di incomprensioni, dello spegnersi e dell’inaridire degli entusiasmi;sono commentatori e accusatori, dimostrando più saggezza, filosofia ed umanità dei loro padroni.

In scena al Teatro de’ Servi (via del Mortaro 22, tel.06/6795130) dal 4 al 23 novembre. Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21.00, sabato ore 17.30-21.00, domenica ore 17.30, lunedì riposo. Biglietti: Platea euro 20-ridotto euro 16; galleria euro 17, ridotto euro 14.

BRAVI RAGAZZI

TeatroLoSpazio.it

Dal 24 Ottobre al 9 Novembre
Compagnia Sycamore T Company
in coproduzione con la Compagnia delle Indie Occidentali
presenta

BRAVI RAGAZZI




dramma teatrale di
Angelo Longoni
con
Lorenzo De Angelis
Riccardo Francia
Valerio Morigi
Edoardo Persia
scene Leonardo Conte e Alessandra Panconi
regia Angelo Longoni


Quattro ragazzi per strada. Motorini, cellulari, fumo, rabbia e solitudine. Nessun sogno. Nessuna aspettativa. L’ingiustizia del loro quartiere. L’ingiustizia del loro linguaggio. Soli, abbandonati, nessun adulto, nessun aiuto. Poi l’odio e il vuoto, l’azione e la paura. Razzisti senza ragione, senza pensiero. Bambini perduti, mai cresciuti. Quattro ragazzi per strada. Qualsiasi cosa è meglio del vuoto che hanno, qualsiasi… anche l’odio.

L’Italia è diventata un Paese intollerante? E’ vero quello che dice il Censis secondi cui Roma è una città più pericolosa di New York? I fenomeni di razzismo nel nostro Paese non vanno sottovalutati. A parte gli allarmismi e le facili speculazioni politiche, e' in ballo la nostra radice storica di nazione tollerante, inglobante e sicura, perché oggi purtroppo nel nostro paese a prevalere è la paura e la diffidenza nei confronti degli “altri”. In parlamento impazza il decreto sicurezza, sui media, le notizie di apertura riguardano sempre episodi di razzismo, violenza e aggressioni, che sull’onda dell’emotività fanno salire lo share e vendere i giornali. Nel frattempo si verificano nuovi casi di immigrazione clandestina: ci si deve chiedere se si sta facendo tutto quello che e' possibile prima che sia troppo tardi.

Ma i giovani che ruolo hanno in questo clima latente di violenze ed intolleranze?

Angelo Longoni, autore e regista, prova a raccontarlo con “Bravi Ragazzi”, uno spettacolo spiazzante, disarmante, duro e dal forte impatto emotivo, che farà riflettere i giovani e non solo. “Bravi ragazzi” sarà in scena al TeatroLoSpazio.it dal 24 ottobre al 9 novembre 2008, con: Lorenzo De Angelis, Riccardo Francia, Valerio Marigi, Edoardo Persia.

Il testo, “Bravi ragazzi”, ha vinto la rassegna di Ennio Coltorti SCHERMO/SCENA 2008.

NOTE AL TESTO
Sono anni ormai che le periferie delle città italiane sono sede naturale dei campi nomadi e sono anni che la tensione tra gli abitanti dei quartieri e gli “ospiti” di etnia Rom, albanese o rumena cresce in maniera esponenziale.

Gli episodi di insofferenza, di violenza, di degrado e di intolleranza razziale si sono moltiplicati da nord a sud vedendo come protagonisti in modo alterno sia i nomadi sia gli italiani, in una sorta di conflitto costante e strisciante che purtroppo in diversi casi è degenerato in fatti drammatici.

I peggiori e tristemente più significativi sono stati la morte di Giovanna Reggiani a Roma, l’attacco incendiario a un campo Rom da parte di sconosciuti con bottiglie molotov, la spedizione punitiva con bastoni e accette davanti ad un supermercato di Tor Bella Monaca, l’uccisione di quattro ragazzi da parte di un Rom ubriaco alla guida di un furgone.

Successivamente l´odio e le strumentalizzazioni si sono susseguiti mettendo a nudo innumerevoli ferite scoperte da tempo..

Prostituzione, accattonaggio, sfruttamento di minori, furto, spaccio, contrabbando, tratta dei bambini, violenza sessuale sono solo una parte dei reati che sono stati imputati alla popolazione nomade di stanza in Italia, l’idea romantica del gitano libero e incondizionato, portatore di magia e mistero è stata sostituita con quella dell’invasore che delinque sempre e comunque.

Ciò che si vuole indagare con BRAVI RAGAZZI è la percezione, da parte degli italiani, dello straniero diverso in tutte le sue manifestazioni e la visione di un mondo che si sovrappone al nostro e che succhia linfa vitale provocando l’asfissia della nostra organizzazione sociale.

E’ evidente che la percezione del nomade, apolide, senza lavoro, senza dimora, senza leggi e regole, senza uno stato di riferimento, senza documenti, senza limiti d’azione, è assimilabile a quella di un parassita che trae un vantaggio a spese dell'ospite creandogli un danno biologico.

Esattamente come accade in natura il parassita invade il territorio e il corpo di un altro essere vivente e lentamente inizia a vivere alle sue spalle contaminandone l’esistenza.

BRAVI RAGAZZI indaga proprio questa percezione da parte di un gruppo di giovani italiani residenti in una qualsiasi periferia di una grande città italiana.

Il vuoto dei loro discorsi, la vacuità delle loro opinioni, l’ottusità del loro conformismo, l’assenza di modelli di riferimento sono il paradigma di una società che lentamente sta abbandonando il mondo giovanile ad un destino di solitudine e di torpore culturale.

C’è la tendenza a pensare che le vittime di questo stato di cose siano unicamente le persone che subiscono violenze e ingiustizie ma in qualche modo lo sono anche coloro che le praticano.

Il vuoto che circonda esteriormente i giovani e quello che pervade le loro teste e i loro cuori colloca anch’essi tra le vittime.

L’inconsapevolezza dei loro comportamenti, la superficialità di giudizio uniti a una buona dose di violenza fanno parte di quella confusione esistenziale che li spinge verso l’odio per i diversi, siano essi degli stranieri o i tifosi di una squadra di calcio avversaria o un antagonista occasionale trovato in discoteca o in mezzo a una strada.

Prima caratteristica di questo vuoto e di questa violenza è sicuramente il linguaggio che si è fatto, negli anni, sempre più povero, sempre più essenziale, sempre più piatto e livellato su una consuetudine lessicale insufficiente.

Ed è proprio nel linguaggio che si trovano i primi segni di una violenza che fa presto a superare il livello puramente lessicale per trasferirsi sul piano fisico.

La tesi che si esprime in BRAVI RAGAZZI è che il vuoto genera aggressività e le differenze sociali generano violenza.

La solitudine dei giovani, la mancanza di collegamento tra loro e le istituzioni, le enormi carenze linguistiche e culturali che caratterizzano il loro modo di comunicare, l’indifferenza della politica nei confronti dei ragazzi delle periferie, tutte queste ragioni sono alla base di un deterioramento costante e progressivo di una comunità che non sa più che farsene delle nuove generazioni e le spinge, con la propria indifferenza, verso conflitti di cui tutti ignoriamo le future conseguenze.
Angelo Longoni


http://www.angelolongoni.it/
Durata dello spettacolo: 80 minuti


Appuntamento per il Dopoteatro il 24 - 25 e 26 Ottobre con Caterina Gramaglia, Alessia Degli Angioli, Elena Arvigo, Cristina Odasso, con lo spettacolo "Ma chi è?", scritto e diretto da Caterina Gramaglia. Durata: 50 minuti.
TeatroLoSpazio.it
Stagione Teatrale 2008/2009


Direzione Artistica & organizzativa: Alberto Bassetti & Francesco Verdinelli
Direzione di Sala & direzione Bar: Salvatore Militello


Spettacoli ore 21.00 - Domenica ore 17,30. Ingresso 12 Euro, ridotto 7 Euro, tessera associativa trimestrale 3 Euro Dopoteatro dalle 22:30 – domenica ore 21,00 Roma, Via Locri 42/44, Tel.+39 0677076486 +39 392 9583409 info@teatrolospazio.it


Gli uffici sono aperti il pomeriggio, il botteghino un'ora prima dello spettacolo


Prenotazioni per il pubblico e informazioni 06 77076486 - info@teatrolospazio.it

NINÀ

A.T.A. – Teatro
presenta
al Teatro Manzoni
dal 28 ottobre al 23 novembre
Fabrizio Frizzi Edy Angelillo
Carlo Alighiero
in
NINÀ
di
ANDRÉ ROUSSIN
con
Giovanni Ribò Claudio Spadola
Scene Giuseppe Grasso Costumi Irene Corda
Luci Mirco Maria Coletti
musiche e canzoni elaborate da
Enzo De Rosa
Traduzione,adattamento e regia
Carlo Alighiero
NINA’ di André Roussin.


André Roussin grande commediografo-attore francese, trionfa negli anni 40/50.

Con le sue commedie, anche proponendo il solito triangolo moglie-marito-amante come accade in Ninà, riesce sempre a sorprendere con un colpo di scena dopo l’altro.

I personaggi della commedia

L’amante.. (Gerard de Vigny) L’indolente e distaccato seduttore, l’eroico ex legione straniera… che non ha paura d’amare, gode la vita e non teme la morte … Semplicemente sublime.

La moglie: (Ninà Tessier) Ironica sempre. Sconvolge naturalmente qualsiasi ordine che non sia il suo. Un personaggio pieno di vita, slancio, impeto, comicità… Semplicemente divina.

Il marito (Andrè Tessier) Non farebbe male a una mosca, ma qualsiasi forma di disordine scatena in lui l’omicida. Ha un pensiero molto personale dell’amore… Semplicemente sorprendente.

Altri due spassosi personaggi completano il cast. Renè Rondon, un giovane sposo geloso e cornuto. E l’ispettore della omicidi, a cui nulla sfugge: Antoine Cluton.
La trama
Già dalla prima scena, il pubblico viene catturato da un incontro assolutamente inusuale tra i due uomini. Andrè scopre che la moglie Ninà lo tradisce ed è pronto ad uccidere il suo rivale. Va a casa dell’amante spinto non dalla gelosia ma dall’ammirazione per il mitico colonnello Gerard, ma il tombeur-de-femmes non è felice. Questa infelicità impedisce ad Andrè di ristabilire l’ordine. Con l’arrivo di Ninà succede l’imprevedibile….

La pièce si sviluppa e si conclude con i tre grandi protagonisti.

Ma raccontare come continua sarebbe un delitto contro il nostro pubblico, e noi non vogliamo commetterlo. possiamo solo aggiungere che è una delle commedie più divertenti che Roussin abbia scritto. Una farsa nera?! Un thriller comico??!! Sicuramente una grande commedia.

In scena al teatro Manzoni (via Monte Zebio 14/c tel.06/3223634) dal 28 ottobre al 23 novembre.

Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21,00 sabato ore 17-21 domenica ore 17.30. domenica 9 novembre ore 15.30 - lunedì riposo. (giovedì 13 novembre ore 17 e ore 21).

Biglietti euro 23, ridotto euro 20, prevendita 1 euro.