martedì 20 maggio 2008

“IO BALLO”

Il musical dei professionisti di “AMICI”
Al Teatro Brancaccio dal 21 maggio
Io ballo”, il musical dei professionisti del programma tv “Amici” sbarca al Teatro Brancaccio di
Roma il 21 maggio.
Io ballo” è uno spettacolo scritto da Chicco Sfondrini e con la regia di Patrick Rossi Gastaldi e dello stesso Sfondrini, nel quale i ballerini professionisti della trasmissione tv “Amici” si esibiscono e si raccontano.

Sulla scena il coreografo americano Garrison che ballerà e canterà con i professionisti che ogni anno fanno spettacolo nello show di Maria De Filippi, e con Giulia Ottonello, vincitrice della seconda edizione del fortunato talent show, in una veste insolitamente comica. Nel cast anche: Anbeta Toromani, Josè Perez, Leon Cino, Francesca Di Maio, Claudia Rossi, Gianni Sperti, Maria Zaffino e con la partecipazione di Francesco Mariottini, finalista di questa edizione di “Amici”.

Il teatro diventa una specie di grande sala prove dove è possibile respirare l’aria del “dietro le quinte”, nel momento più delicato, quello subito prima dello spettacolo.

Il gruppo dei ballerini vive il momento prima dell’ingresso del pubblico ed è l’occasione per raccontare paure e momenti divertenti della propria carriera, per ricordare le difficoltà degli inizi, la gioia dell’essere e del vivere da danzatori.

Fino a che con la fatidica frase del “Chi è di scena” si arriva al momento della verità, comincia lo spettacolo.

Sul palco, liberi e indifesi, sfrontati e impauriti, con l’ansia e la speranza di quei brevi istanti, quando appena finita la coreografia e prima dell’applauso, si saprà con certezza se ancora si è verificato il miracolo di un’emozione sincera che ha contagiato tutta la sala.


Uno spettacolo scritto da:

CHICCO SFONDRINI
Con
GARRISON, GIULIA OTTONELLO,
RITA RODI, ANBETA TOROMANI,
JOSE’ PEREZ, LEON CINO, FRANCESCA DI MAIO,
CLAUDIA ROSSI, GIANNI SPERTI, MARIA ZAFFINO
e con FRANCESCO MARIOTTINI

Scenografie: LUCIA D’ANGELO E CRISTINA QUERZOLA
Costumi: ANHAI RICCA
Disegno luci: UMILE VAINIERI
Disegno audio: FABIO NIDI
Direzione musicale: M° PEPPE VESSICCHIO
Coreografie: GARRISON e ALESSANDRA CELENTANO
Regia: PATRICK ROSSI GASTALDI e CHICCO SFONDRINI
Direzione artistica: STEFANO SETTEPANI
Produttore esecutivo: ROBERTO MALTONI

LA CARNE

Le caratteristiche di una carne dipendono dalla razza dell’animale e dalla dieta, che influisce sulla velocità di crescita, sulla maturità e quindi sul gusto. In più la tenerezza dipende anche dal fatto che l’animale sia stato fermo o in attività. Le carni più tenere provengono dagli animali più giovani e dalle parti meno attive degli animali adulti; il filetto di un animale adulto sarà comunque tenero e gustoso perché è un muscolo che, per la sua posizione, non lavora mai.
La tenerezza in sé non è un indicatore di qualità, potrebbe essere infatti immatura e priva di gusto, mentre una carne ricavata da un muscolo che ha lavorato ed è quindi più resistente, può essere saporita.

Per queste ragioni ogni tipo di taglio risulta più adatto per un determinato tipo di cottura.

Cenni sulle caratteristiche merceologiche:

elenchiamo le principali categorie commerciali in cui sono suddivise le carni

bovini (vitello,vitellone, manzo, bue, vacca, toro) equini (cavallo, vannino) suini (maiale, scrofa, verro) ovini (agnello, castrato, montone, pecora) caprini (capretto,capra).
I tagli della carne

A seconda della quantità di tessuto connettivo, muscolare, osseo e adiposo presente nelle varie parti del corpo, i tagli di carne si distinguono in tre categorie.

tagli con fasce muscolari lunghe della coscia e regione lombare
considerati i tagli più pregiati, in cottura induriscono velocemente, quindi sono i tagli utilizzati per cotture rapide, ad alta temperatura, a calore secco (fritto, al salto, grigliato)

tagli da spalla e regione costale
sono carni ricche di tessuto connettivo (contengono collagene), hanno bisogno di una cottura più lenta, in umido e brasata, che permetta al collagene di sciogliersi trasformandosi in gelatina.

tagli di garretto, collo, muscoli addominali, petto.
ideali nei bolliti

Nelle varie regioni d’Italia si usano differenti denominazioni per lo stesso taglio di carne, ma è analogo l’uso che ne viene fatto in cucina.

La terminologia per la carne

Bardare: avvolgere un pezzo di carne o i tournedos con fettine di lardo e legare con spago per trattenere i succhi durante la cottura; il grasso renderà la carne più morbida e saporita.
Disossare: togliere le ossa seguendo la conformazione delle fasce muscolari mantenendo la carne integra per poterla eventualmente farcire.

Lardellare o picchettare: si infila un lardatoio nel pezzo di carne attraversandolo nella direzione delle fibre. Si mette una listarella di lardo nella cannucola del lardatoio bloccandola. Si infila l’attrezzo che trascina nella carne il listello di lardo. Si sfila l’attrezzo che trascina nella carne il listello di lardo. La carne magra acquisterà sapore e morbidezza.

Parare: ripulire le carni da pelli, legamenti, tendini e parti grasse.

Tournedos: sezione di filetto alta 2,5-3 cm, legata prima della cottura, cotta al salto o alla piastra; può essere servita su crostoni di pane fritto e tostato.

Scaloppare: Affettare trasversalmente una carne cotta per porzionarla più agevolmente, mostrare la farcia se c’è e facilitare il commensale nel taglio.
Stefano Tedesco