venerdì 29 febbraio 2008

FAÏANCE. CENTO ANNI DEL MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE DI FAENZA

Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza presenta la mostra:

FAÏANCE.
CENTO ANNI DEL MUSEO INTERNAZIONALE DELLE CERAMICHE DI FAENZA

che si terrà a Roma nella affascinante cornice di Palazzo San Macuto sede delle Commissioni Parlamentari e della Biblioteca della Camera dei Deputati, la terza, per importanza, tra le biblioteche aperte al pubblico, dopo le biblioteche nazionali centrali di Roma e di Firenze.

Nell’occasione del suo centenario, la mostra intende rappresentare, attraverso la campionatura di 140 opere, l’identità di un museo originale quanto potentemente dotato come il Museo Internazionale della Ceramiche di Faenza, nato nel 1908 e istituito nel 1913 per volontà di Gaetano Ballardini che ne fu direttore fino al 1953. Storia di un museo unico, di una tradizione che da artigianato artistico si fa arte a tutti gli effetti, di un lavoro che da manuale si fa industriale: queste le coordinate della mostra aperta dal 2 aprile al 30 maggio 2008, all’interno della Sala del Refettorio e corridoio dei cataloghi della Biblioteca della Camera.

L’occasione offerta dal suo centenario nel 2008 non è ovviamente solo celebrativa. Basterebbe il suo carattere unico di grande museo mondiale dedicato alla ceramica, dall’antichità alla contemporaneità fra Occidente e Oriente per costituire materiale di per sé singolare. Sarà invece una rievocazione della storia della sua origine e dei suoi progressivi arricchimenti fino all’oggi finalizzata alla valorizzazione della ceramica come linguaggio espressivo dell’arte di tutti i tempi e di tutti i popoli. Se fino al secolo XIX essa è stata produzione funzionale ad usi disparati, dal decorativo alla pompa, dall’arredo al sacro, dal Novecento si è fatto sempre più intenso il suo carattere di mezzo espressivo al pari di altre materie e materiali tradizionalmente connessi al fare artistico, e ciò con la tecnica e la tecnologia specifiche che le appartengono.

La mostra sarà quindi un viaggio che ripropone, attraverso la scelta di oggetti e opere di grandissima qualità, la produzione dell’arte della terra e del fuoco conosciuta come ceramica, ma declinata in formule specifiche a seconda della loro costituzione e del loro uso: maiolica, terraglia, porcellana, grès ecc. Piccoli e grandi capolavori, dal Rinascimento ad oggi, attesteranno la vitalità della ceramica e degli artisti che l’hanno realizzata, nella catena produttiva del loro farsi come nelle aree manifatturiere di appartenenza, in primis quella faentina che ha dato il nome universalmente accolto a definire la maiolica: “faїance”.

Il palazzo di San Macuto, è stato recentemente destinato alle commissioni parlamentari. Il nome di Macuto proviene dal Santo al quale era stata dedicata la chiesa che si trova nella stessa piazzetta. La leggenda racconta che il nome del palazzo è quello di un monaco del Galles, che rifugiatosi nella città Gallo Romana di Aleithum, l'odierna Saint Malo, per sottrarsi alle persecuzioni dei Sassoni, vi aveva fondato un monastero, e poi, una volta divenuto abate era stato proclamato vescovo della popolazione.

Il palazzo, annesso alla chiesa, fu costruito nel 1607 dal conte Girolamo Gabrielli di Gubbio e nel 1729 fu concesso ai gesuiti che vi avevano trasferito gli alunni del seminario romano ed aperto un convitto per giovanetti di famiglie nobili. Soppressa la Compagnia di Gesù, chiesa e palazzo furono acquistati dal monte di Pietà (1774) che cedette la prima alla Confraternita dei Curiali ed il Palazzo al cardinale Borromeo, che tuttora conserva il suo nome.Nel 1849 fu insediato da Mazzini ed in seguito divenne il Ministero dei Lavori Pubblici.Il palazzo ospita oggi il Collegio di San Roberto Bellarmino.
dal 2 aprile al 30 maggio 2008
Biblioteca della Camera dei deputati
Sala del Refettorio e corridoio dei cataloghi Palazzo San Macuto
Via del Seminario 76, ROMA
Orario: da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 12,30 domenica chiuso
Ingresso: gratuito
Informazioni: tel 06 67603476, http://www.camera.it/

GIUSEPPE PENONE

LA MOSTRA A VILLA MEDICI
L’Accademia di Francia a Roma, diretta da Richard Peduzzi dedicherà, da mercoledì 30 gennaio a martedì 25 marzo 2008, un’importante mostra a Giuseppe Penone, artista italiano di fama internazionale, protagonista dell’Arte Povera, che ha concepito, appositamente per gli ambienti di Villa Medici, un ricco itinerario espositivo. Le opere, che provengono da collezionisti privati, dalla collezione personale dell’artista e dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, occuperanno la totalità degli spazi dell’Accademia di Francia: Gallerie, Cisterna romana, Atelier del Bosco e Giardini.
Ogni singolo lavoro, pur essendo del tutto indipendente, acquisterà in relazione agli altri, un ulteriore senso e il loro insieme, concepito dallo stesso artista, va giudicato alla stregua di un’opera d’arte. Le opere saranno accostate senza alcuna regola cronologica e l’esposizione comprenderà lavori realizzati negli ultimi due decenni. I più recenti, verranno ultimati per questa occasione ed esposti a Villa Medici per la prima volta.
L’itinerario sarà segnato dalla presenza di sculture, installazioni e disegni, di elevato impatto visivo, per la cui realizzazione sono stati impiegati legno, resina vegetale, marmo, bronzo, grafite. Il lavoro di Penone si distingue per l’impiego di materiali non convenzionali e per l’eccezionale attenzione rivolta agli elementi e ai processi della Natura. Ogni sua opera giunge a compimento attraverso l’assimilazione delle azioni dell’artista a quelle degli elementi naturali e ha origine da riflessioni sviluppate aderendo costantemente agli aspetti concreti, visivi, tattili, olfattivi della materia che Penone indaga sino a svelarne gli aspetti magici e chimerici.
La mostra avrà inizio nella Cisterna romana di Villa Medici con Lo spazio della scultura, una grande installazione costituita da oltre venti elementi di bronzo ricavati dal calco della corteccia di un imponente albero. Nell’ambiente che si sviluppa lungo lo scalone delle Gallerie verranno per la prima volta raggruppate tutte le sculture in bronzo intitolate Pelle di foglie, realizzate a partire dal 2000, nelle quali piccole lamelle paiono le terminazioni di un sistema nervoso o venoso evocato dalla fitta trama dei rami. Una grande scultura chiuderà il percorso espositivo all’interno delle Gallerie. Si tratta di un massiccio lavoro costituito dalla sezione di un tronco d’albero nel quale l’artista ha individuato un determinato anello di crescita. Da questo Penone ha sviluppato un semicerchio di bronzo (il perimetro del tronco come era in quel determinato anno della sua vita) la cui superficie è ottenuta dal calco delle impronte delle dita dell’artista.
L’analogia, costantemente verificata attraverso il processo di lavorazione della materia, tra i diversi regni naturali, l’animale, il vegetale e il minerale, è espressa da altre opere presenti in mostra, come Anatomie nell’Atelier del Bosco, nelle quali la superficie del marmo di Carrara è scavata sino a metterne in rilievo le venature così simili ai canali attraverso i quali, negli esseri viventi, fluisce il sangue o negli alberi scorre la linfa. L’azione del contatto, che è alla base di numerosi suoi lavori, è anche quella che determina altre opere come i disegni Propagazione o Pelle di grafite. Nel giardino della Villa sarà esposto un altro immenso lavoro, Idee di pietra, un albero in bronzo di 11 metri ultimato per la mostra all’Accademia di Francia.
Inoltre, per questa occasione verranno esibite le fotografie di Luca Stoppini delle opere di Penone realizzate nei giardini della Venaria Reale dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
L’esposizione di Giuseppe Penone sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e francese) edito da Hazan, a cura di Daniela Lancioni con testi introduttivi di Richard Peduzzi e Graziella Lonardi, con saggi di Jean-Christophe Bailly e Daniela Pancioni.Mercoledì 30 gennaio – martedì 25 marzo 2008

INFORMAZIONI
Info pubblico: tel. 06/67611 http://www.villamedici.it/
Viale Trinità dei Monti, 1 00187 Roma
Metro: Spagna
Bus: 117-119
Parcheggio Ludovisi
Orario: 11.00 – 19.00 (orario continuato)
Riposo: lunedì
Ingresso: 8 euro (intero) – 5 euro (ridotto)

NOSTOI. CAPOLAVORI RITROVATI

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il Vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli, martedì 18 dicembre 2007 inaugureranno la mostra "Nostoi. Capolavori ritrovati" che, ospitata al Palazzo del Quirinale dal 21 dicembre 2007 al 2 marzo 2008, presenterà per la prima volta in Italia 67 capolavori d'archeologia rientrati nel nostro Paese a seguito degli accordi raggiunti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con importanti musei americani e con collezionisti d'arte internazionali.La parola greca "Nostoi", legata ai poemi epici che raccontavano il ritorno degli eroi greci in Patria dopo la distruzione di Troia, si riferisce a lunghi e faticosi viaggi affrontati per tornare a casa. L'esposizione "Nostoi. Capolavori ritrovati", che si terrà nelle prestigiose sale della Galleria di Papa Alessandro VII, impreziosita dagli affreschi di Pietro da Cortona, vuole essere il lieto fine di un racconto che narra la storia di magnifiche opere d'arte antica che, dopo essere state illecitamente trafugate pur appartenendo di diritto al patrimonio nazionale tornano finalmente a casa, grazie allo sforzo congiunto del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Magistratura, Diplomazia Culturale voluto dal Ministro Rutelli. L'esposizione è a cura del Prof. Louis Godart, Consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio Artistico, ed è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia."Nostoi. Capolavori ritrovati" testimonia la tenace volontà dell'Italia di recuperare sul piano internazionale l'unicità del nostro patrimonio culturale, per riportare il commercio dell'arte e dell'archeologia sotto i numi tutelari dei principi etici.Tra gli anni 1970 e i primi anni 2000 molti bacini archeologici del nostro Paese sono stati depredati di incommensurabili ricchezze: seguendo percorsi clandestini e traffici illeciti i reperti ritrovati da scavatori clandestini venivano venduti a mercanti senza scrupoli e tramite questi finalmente ceduti a importanti musei europei, americani e giapponesi e anche a ricchi collezionisti privati. La "decontestualizzazione" che subiscono i reperti scavati clandestinamente li rende "muti": non forniscono più informazioni agli studiosi sulla loro provenienza, sul corredo di cui eventualmente facevano parte, sugli oggetti da cui erano accompagnati. Lo scavo clandestino cancella tutta la Storia che gli oggetti recano con sé, e di cui sono impregnati. Giulio Carlo Argan diceva che "distruggere l'arte è un tal peccato che, se si riscrivessero le Tavole della Legge, dovrebbe di certo esservi ricompreso"; l'attività dell'Arma dei Carabinieri, della Magistratura, le trattative condotte dalla Diplomazia Culturale e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l'impegno profuso dalle Istituzioni internazionali vogliono portare, come può dimostrare la mostra "Nostoi. Capolavori ritrovati", alla condanna e alla totale interruzione di queste pratiche illecite. Il ritorno di straordinari capolavori si configura così come un percorso di ricontestualizzazione: la mostra presentata al pubblico presso il Quirinale vuole non solo essere un percorso tra preziosi manufatti mai visti, ma vuole soprattutto celebrare il ricollocamento di tali preziosi oggetti nell'ambiente di cui rappresentano un preciso momento culturale, le radici, un'epoca. Una grande battaglia etica a livello internazionale trova suggello nella mostra "Nostoi. Capolavori ritrovati" che apre le porte a nuove "restituzioni", e a una rinnovata e rinvigorita stagione di scambi sul piano di studi scientifici e di collaborazioni culturali con le Istituzioni Culturali dei Paesi coinvolti. Fondamentale il nuovo condiviso atteggiamento internazionale che vede l'Italia gli Stati esteri uniti nella responsabilità di garantire e tutelare pubblico accesso al patrimonio artistico dell'umanità contro gli scavi clandestini e l'illegale "fuga" delle opere d'arte. Con questo metodo si sono conclusi con successo i negoziati con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Boston e il Princeton University Art Musem.L'esposizione permetterà di ammirare veri e propri capolavori, basti pensare che alcuni dei reperti in mostra sono degli hapax, reperti privi di simili, o equivalenti, in qualsiasi collezione, pubblica o privata, del mondo intero. Tra le opere restituite la Vibia Sabina, una statua in marmo paro del II sec. d.C., alta 204 cm, effige dell'imponente moglie dell'imperatore Adriano; lo splendido Cratere a calice, il più grande firmato dal pittore pestano Assteas, del 350-340 a.C. raffigurante il mito di Europa e il toro; il Trapezophoros in marmo asiatico dipinto, di 95 cm. di altezza e 148 cm. di lunghezza che mostra due grifi che sbranano una cerva: gruppo marmoreo spettacolare, un unicum di elevatissima qualità; l'Antefissa con Sileno e Menade danzanti in terracotta, del 500-475 a.C, che rappresenta un gruppo di una Menade e un Sileno in passo di danza. Le figure, stanti su una base dipinta a motivi geometrici, muovono verso destra; la Menade, con il chitone che conserva cospicue tracce di policromia e le nacchere in una mano, cerca di sottrarsi all'abbraccio del Sileno, coronato d'edera, che da dietro l'abbranca per la spalla con la destra e nella sinistra regge un corno potorio; un Kantharos configurato a maschera dionisiaca, dell'Italia centro-meridionale, del 480 a.C. ca., attribuito al Pittore della Fonderia come ceramografo, e forse ad Euphronios come vasaio. Uno dei lati del vaso reca applicata una maschera di Dioniso, modellata a parte, l'altro una maschera diSatiro.

INFORMAZIONI
Roma, Palazzo del Quirinale
Galleria di Alessandro VII
venerdì 21 dicembre 2007 - domenica 2 marzo 2008
Sponsor: Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato - Gioco del lotto, Gruppo Poste Italiane.
Collaboratore: Ina Assitalia.
Catalogo: Tecnostampa, Loreto
Orario della mostra:dal martedì al sabato ore 10.00 - 13.00 o 15.30 - 18.30;
ingresso gratuito
domenica ore 8.30 - 12.00; ingresso 5 euro con visita al Palazzo
lunedì e festività chiuso
Per ulteriori informazioni: http://www.quirinale.it/

Fiera internazionale di arte contemporanea

(Adnkronos) - Dal 28 febbraio al 2 marzo la Capitale ospitera' la prima edizione della fiera internazionale di arte contemporanea: "Roma-The Road to Contemporary Art", un'iniziativa unica e prestigiosa. La manifestazione sara' diretta da Roberto Casiraghi, che gia' aveva curato "Artissima" a Torino e "Mint", la fiera di antiquariato di Milano. Lo scopo di questa mostra-mercato sara' sopratutto quello di aprire Roma a nuovi circuiti artistici ed emanciparla dalla sua immagine di citta'-cartolina. Per rendere credibile ed efficace il processo gli organizzatori hanno deciso di non tralasciare la cornice 'classica' della citta', ma bensi' di usufruirne al massimo, per creare un inedito percorso alla scoperta dell'arte contemporanea. Ben sei gli spazi scelti per ospitare e, vista la loro forte connotazione storico-artistica, per fare da contrasto alla modernita' delle opere: Palazzo Ferraioli, di fronte alla Colonna Antonina, il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, Palazzo Rospigliosi al Quirinale, le Terme di Diocleziano, Palazzo Wedekind a Piazza Colonna, sede storica del quotidiano "Il Tempo" e il Tempio di Adriano a Piazza di Pietra. "La genesi di questa fiera - racconta Cristina Araimo, responsabile comunicazione di 'Roma-The Road to Contemporary Art'- deriva proprio dalla volonta' di rivoluzionare il modo di intendere il mercato artistico, ambientando la rassegna all'interno dei palazzi piu' storicamente e artisticamente rilevanti della citta', abbiamo voluto aggiungere alla fiera l'aspetto culturale oltre a quello commerciale".

WARHOLIZZAZIONI