sabato 9 febbraio 2008

Domenica 10 febbraio
Lezioni di Storia
Valerio Castronovo
“1960. Il miracolo economico”
Sala Sinopoli ore 11
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

1960
Il miracolo economico
VALERIO CASTRONOVO
domenica 10 febbraio 2008, ore 11
Il 'miracolo economico' bussa alle porte di un'Italietta rurale e alla buona. Dalla fine degli anni Cinquanta l'Italia inizia una corsa vorticosa che cambierà composizione sociale, sistema economico, equilibri politici. È appena entrato in vigore il Mercato comune europeo di cui fanno parte anche Belgio, Francia, Lussemburgo, Olanda e Repubblica Federale Tedesca, un ottimo volano per gli scambi internazionali e per la nostra economia. In un triennio l'industria cresce di più del 30%, il terziario aumenta le sue dimensioni, l'occupazione sale a livelli storici. Cresce sempre più il numero di 'tute blu' e di 'colletti bianchi' mentre si assottigliano i ceti rurali. Dal meridione e dalle zone depresse comincia un esodo di tanta gente verso il Nord produttivo: tra il 1955 e il 1971 sono più di 9 milioni gli italiani che si spostano verso le fabbriche e le aree metropolitane del paese. L'Italia gode una prima ventata di benessere. La popolazione si rimescola. Iniziano a cambiare lo stile di vita, il costume, i bisogni e anche i desideri. Le speranze sono tante. Ma non tutto va per il meglio. Il divario fra Nord e Sud aumenta. Le campagne si spopolano perché non offrono proventi adeguati. Lo sviluppo non è omogeneo e ci vorrebbero più investimenti nel settore pubblico. Ma intanto le case cominciano a riempirsi di nuovi oggetti, le strade di automobili e di traffico. Si è votato nel maggio 1958 e, scomparso il rischio di una sbandata di estrema destra con il governo Tambroni, si profila l'avvento di una maggioranza di centro-sinistra. Molto – si pensa - si può ormai fare, in Italia, per migliorare le cose. In parte sarà così, in parte no.
Valerio Castronovo ha insegnato Storia contemporanea all'Università di Torino

Domenica 10 febbraio
Generazione x
Giua
Special guest Fausto Mesolella e Beppe Quirici
In apertura Giulia Anania
Teatro Studio ore 21
Biglietto unico 12 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)

GENERAZIONE X
Giua
special guest Fausto Mesolella e Beppe Quirici
In apertura Giulia Anania
DOMENICA 10 FEBBRAIO TEATRO STUDIO ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Un nuovo talento della musica d’autore, Giua, a pochi giorni dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo nella categoria giovani, sarà accompagnata sul palco di Generazione X in qualità di testimonial da Fausto Mesolella alla chitarra (chitarrista di rango e produttore degli Avion Travel) e Beppe Quirici al basso (produttore di Fossati, Gaber, Vanoni e ovviamente di Giua). In apertura di serata uno degli artisti che hanno spedito un file audio a roma.repubblica.t: Giulia Anania, cantautrice di talento.
Giua (nome completo Maria Pierantoni Giua) è una voce raffinata, una penna originale, un talento indiscutibile difficile da tenere a bada. Fin da giovanissima imbraccia la chitarra classica e comincia a studiare orientandosi verso i ritmi e le tonalità tipiche del mondo latino e mediterraneo, dalla musica brasiliana al fado portoghese, dalla canzone d’autore alla tradizione popolare italiana e straniera. Il suo percorso l’ha portata ad imporsi velocemente all’attenzione della critica che nel 2003 le assegna il Premio “Voci e Volti nuovi” di Castrocaro. Primo di una serie di riconoscimenti, a Castrocaro fa seguito, lo stesso anno, il “Premio Lunezia” assegnatole per la categoria “Giovani talenti”. Nel 2004 è la volta invece del prestigioso “Premio Recanati” che si aggiudica con la canzone “Petali e mirto”. “Il brano, pubblicato nella compilation internazionale “Italian Cafè” (Putumayo World Music), ha suscitato l’interesse dell’artista brasiliana Adriana Calcanhotto che lo ha proposto in una personale reinterpretazione nel suo ultimo tour. Sempre nel 2004 Giua si aggiudica la borsa di studio I.M.A.I.E. per la miglior interpretazione e si vede assegnare il “Premio Regione Liguria” ancora una volta nella categoria “Giovani talenti”. Il 2005 è l’anno della seconda edizione del Mantova Musica Festival alla quale partecipa aggiudicandosi il primo premio tra gli esordienti e una sempre maggior attenzione da parte di stampa e televisione. Nel 2007 Giua è stata una delle interpreti principali di uno spettacolo di Tonino Conte “Poeti vs Cantautori”, una produzione del “Teatro della Tosse”, polo culturale tra i più importanti di Genova, che ha inteso rivalutare l’importanza dei poeti liguri non solo nella storia della letteratura italiana ma anche come ispiratori del lavoro dei cantautori. Giua ha all’attivo già numerosissime esibizioni dal vivo in festival e rassegne in cui spesso è affiancata da un’altra grande musicista, la violoncellista Martina Marchiori (Fossati, Gaber, Nannini tra le sue collaborazioni) come dal poliedrico chitarrista Claudio Borghi, Giua da alcuni anni collabora, nella stesura dei testi, con Gianluca Martinelli (Mina, Vanoni e il teatro canzone di Carlo Fava) e Beppe Quirici, musicista e produttore tra i più importanti della canzone d’autore italiana. Il prodotto di questa collaborazione è confluito nel primo attesissimo album omonimo di Giua che, prodotto da Adele Di Palma e lo stesso Quirici, è uscito nel giugno 2007. Il primo cd di Giua uscirà nella primavera di quest'anno.

Lunedì 11 febbraio

Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Compagnia Virgilio Sieni – Italia
“TREGUA_intorno ai corpi”
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
Abbonamento a 4 spettacoli di Equilibrio 50 euro
EQUILIBRIO festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Compagnia Virgilio Sieni – Italia
« Tregua_intorno ai corpi »
lunedì 11 febbraio ore 21
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica
Coreografia, regia, scene Virgilio Sieni
Musica Stefano Scodanibbio
eseguita dal vivo dall’Autore al contrabbasso
tratta da Voyage That Never Ends
prima parte Voyage Continued - Voyage Resumed
seconda parte Voyage Started
con Simona Bertozzi, Ramona Caia, Cristina Rizzo, Virgilio Sieni
Luci: Vincenzo Alterini e Virgilio Sieni
Tecnico di compagnia: Lorenzo Pazzagli
Organizzazione: Carlo Cuppini, Daniela Giuliano
Amministrazione: Simona Allegranti, Roberto Mansi
Produzione 2007
Teatro Comunale di Ferrara
Comune di Siena – Assessorato alla Cultura
CANGO – Cantieri Goldonetta Firenze
Compagnia Virgilio Sieni
In collaborazione con Fondazione Musica per Roma
AMAT – Associazione Marchigiana Attività Teatrali
La compagnia è sostenuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Toscana
Tregua_intorno ai corpi, nuova produzione di Virgilio Sieni, è uno spettacolo costruito in forma di dittico, composto da due parti nettamente distinte che nascono intorno a uno stesso nucleo tematico: il momento di sospensione all'interno della tragedia e del conflitto, quando la violenza dell'azione lascia emergere la necessità del lutto, del silenzio, del compianto. Tutto il lavoro è segnato dalla musica dal vivo e dalla straordinaria presenza del contrabbassista Stefano Scodanibbio: la sua opera Voyage that never ends è stata adattata e in parte riscritta dall'autore per lo spettacolo.
La prima parte del dittico è un trio al femminile: le tre danzatrici (Simona Bertozzi, Ramona Caia, Cristina Rizzo), all'interno di uno spazio ellittico segnato dalla penombra e dai chiaroscuri, danno vita a una danza dove il contatto non viene mai spezzato, creando un discorso coreografico plastico e corale. Dopo una pausa, la seconda parte dello spettacolo vede in scena Virgilio Sieni, con un assolo che si sviluppa lungo i margini di uno spazio nero, svuotato, e dispiega il corpo in un'enciclopedia di figure sospinte da una ritmica percussiva e ostinata.
Tregua prosegue il percorso iniziato con la precedente produzione di Virgilio Sieni Sonate Bach_di fronte al dolore degli altri (produzione 2006), a sua volta incentrato sulla possibilità della danza di calarsi nell'istante esatto della tragedia, continuando a riflettere sul rapporto tra corpo e immagine, fotografia e realtà, coreografia e vissuto.
Il riferimento principale da cui si origina lo spettacolo è una nota fotografia di Georges Mérillon, Veglia funebre in Kosovo, associata al saggio di Georges Didi-Huberman Costruire la durata, che riflette sulla stessa immagine. La foto mostra un gruppo di donne intorno al corpo di un uomo ucciso durante una manifestazione per l’indipendenza. Appare un tempo oltrepassato dalla tragedia, reso estatico dall’abbagliante bellezza dell’inquadratura. Partendo da questa e da altre fotografie scattate nei luoghi dei conflitti, Tregua riflette su quel lembo di terra che viene attraversato dal senso del dolore e della paura, da uomini che hanno generato quel contesto e da altri che lo subiscono.
Il continuo rimando alla fotografia e all'immagine dei corpi conduce il lavoro verso un percorso iconografico che attraversa la storia dell'arte. I panneggi delle mani, come appaiono nella fotografia in quell'attimo della passione, richiamano le figure pittoriche di grandi maestri: le mani che sostengono il Cristo nel Cosmè Tura; le mani appoggiate sulle spalle nei tre angeli del Battesimo di Piero della Francesca; braccia e corpi infreddoliti nel Battesimo del Masaccio.
In questa danza di vicinanze, fatica, sguardo, esattezza, l’unico pensiero del danzatore è darsi all’altro incorporando le figure a-storiche del dolore e della pittura. Non è un far rivivere quei momenti, quanto dare gesto all’immagine, lasciando che il sentimento coli nelle articolazioni, che la durata dell’esecuzione del gesto crei degli slarghi di risonanza per l’esattezza dell’iconografia.

Martedì 12 febbraio

Equilibrio
Premio Equilibrio Roma
Presentazione progetti finalisti
Paola Bianchi “Per figura sola”
Beatrice Magalotti “HOH-H Sleepy walls”
Daniele Albanese – Stalk “Pietro” – work in progress
Sonia Brunelli “Spogliatoio - changing room”
Maddai “Skip intro”
Teatro Studio ore 19
Biglietto unico 2 euro

Premio Equilibrio Roma
presentazione progetti finalisti
Auditorium Parco della Musica
Daniele Albanese - Stalk
“Pietro” – work in progress
Direzione e danza: Daniele Albanese
Assistenza alla drammaturgia: Loredana Scianna
Musiche originali e drammaturgia: Maurizio Soliani
Luci: Vincenzo Alterini - areazeronove
Nel mese di tempo a disposizione per la preparazione di questo spettacolo abbiamo deciso di non creare uno studio per o una sezione dello spettacolo, ma di soffermarci su alcuni aspetti del lavoro, utili per la realizzazione del progetto completo. Ci siamo concentrati su due aspetti principali contrapposti: silenzio-assenza e shift di stati, in un gioco di definizione, ripetizione e combinazione che vede nell’interruzione la sua linea drammaturgica principale.
Pietro è il personaggio-spettacolo che, con un processo a ritroso, vogliamo individuare al termine del lavoro complessivo

Daniele Albanese, danzatore e coreografo, studia giovanissimo danza classica e ginnastica, diplomandosi presso EDDC (European Dance Development Centre) ad Arnhem in Olanda. Studia fra gli altri con Steve Paxton, Eva Kackzag, Lisa Kraus, Benoit Lachambre. Dopo aver lavorato come interprete in note produzioni nazionali ed internazionali(danza con Jennifer Lacey,Virgilio Sieni,Karine Ponties…). Nel 2002 fonda la compagnia Stalk con lo scopo di investigare la danza come linguaggio. Nel 2004 inizia il progetto a tappe àrebours e crea àrebours(-2).Il successivo àrebours100 viene coprodotto da Cango e Fabbrica Europa (Moving 2005). Produce recentemente Tiqqun-1° studio: Nemmeno l’allodola vede l’aperto, in collaborazione col musicista Maurizio Soliani, programmato in diversi festival nazionali: Teatro Comunale di Ferrara, Interplay08…
Simona Bertozzi
“Terrestre”
Progetto di : Simona Bertozzi, Marcello Briguglio
Coreografia e Danza: Simona Bertozzi
Musica e Ambienti Sonori : Roberto Passuti
Progetto Luci : Roberto Passuti
Scenografie: Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Ilaria Barelli
Costumi di Scena: Simona Bertozzi, Marcello Briguglio, Ilaria Barell
Organizzazione e Comunicazione: Studio Massimo Paganini snc
Azione e memoria.
Azione che abita lo spazio della memoria e diviene interpretazione organica della plasticità.
Azione che genera durata, mostrandosi come tracciato in atto di definizione dinamica, dando vita a una possibilità dell'immagine, lasciando intendere le molte non svelate. Corpo terrestre. Che tra “cicatrici” e idiosincrasie accoglie e rigetta le tracce del passaggio della vita. Dall'immagine complessa e stratificata della maturità biologica ed emotiva, al segno dell'antropomorfo e dell'animalità.
Nel 2004 Simona Bertozzi esordisce come autrice con Red Racket. Seguono poi L’Endroit e L'Endroit 2e, che vince il concorso GD'A 2006-07 e che dopo il debutto al festival Aerowaves The Place Theatre (Londra), è al festival Danse à Lille, al Tanec Praga, al Festival de la Cité di Losanna, all’Interplay di Torino e al festival CorreJos em Movimento di Rio de Janeiro.
Paola Bianchi
“Per figura sola”
ideazione e coreografia : Paola Bianchi
con : Valentina Buldrini
musiche originali : Fabio Barovero, Gionata Bettini
disegno luci :Paolo Pollo Rodighiero
comunicazione e organizzazione : Francesca Divano
Percorso Per Figura Sola - stazioni del percorso
c’è l’essere indifeso e pronto
c’è il tentativo di essere “altro”, “diverso”
c’è l’essere “dentro”. l’accettazione della regola
c’è il disordine interiore dentro l’ordine esteriore
c’è la difficoltà a stare
c’è l’impossibilità a stare
c’è l’esposizione dell’interno, in un esterno rigoroso, puntuale
c’è una serie di tentativi, già decisi, già disegnati
non c’è fatalismo, c’è schema, percorso, traiettoria obbligata
è il gioco dell’oca
c’è un tracciato
non c’è uscita
non c’è storia
Paola Bianchi danzatrice e coreografa, dal 1986 conduce la sua personale ricerca in campo coreutico. La ricerca sull’espressività del gesto, sulla potenza comunicativa dell’azione teatrale coreografata, la porta a collaborare con diversi musicisti, videoartisti, registi e gruppi teatrali.
Sonia Brunelli
“Spogliatoio – changing room”
concetto & regia audio-luci, Sonia Brunelli
danzatori, Francesca Foscarini (I) (interprete della forma breve), Einar Lints (EST), Andreea Novac (RU), Jenny Rees (UK), Mariangela Tinelli (NL)
L’idea s’interroga sulla crescita e distruzione di una forma attraverso la visione di frame: quadri che scorrono con un andamento a catena e con un’interpretazione ispirata da una condizione di nudità. Seguendo questa tendenza le immagini avanzano e i corpi si spogliano ogni volta ripensandosi sotto un'altra luce. Così da persona a persona lo spazio diventa Abitazione e il gesto Abito di una coreografia pensata sulla semplicità delle linee e sull’abbandono dell’eccesso.
Sonia Brunelli (1976), costruisce la sua idea di danza attraverso i soli: Encefalo, Umo, Doma, NN. Nel progetto di ricerca coreografica The Migrant Body (2007) studia con giovani danzatori internazionali una forma di rappresentazione artistica che nasce da un’immagine e nel movimento dell’immaginazione.
Samuele Cardini, Marina Giovannini
“Studi per LUOGO COMUNE”
coreografia e interpretazione: Samuele Cardini, Marina Giovannini
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
assistenza tecnica Davide Clementi, Skuamo
produzione CAB 008
Come guardo, cosa muovo, cosa penso mentre ascolto?
Luogo Comune è un duetto danzato, è un frammento di relazione senza parole dentro i confini del corpo ribelle alla quotidianità stordita dai discorsi.
Il nostro corpo come luogo di comune accordo.
Forme di unisono come atti di chiarezza e precisione.
Piccole cerimonie della disciplina dove s'insinuano visioni e coppie di elementi che destabilizzano l'astrazione dell'esercizio.
Dopo una lunga collaborazione all'interno della Compagnia Virgilio Sieni, e successivi percorsi personali, i danzatori Marina Giovannini e Samuele Cardini iniziano la ricerca di un comune linguaggio coreografico con il progetto Luogo Comune, sostenuti dall'associazione CAB 008 di Firenze.
Caterina Genta
“Myo–ho, la danza delle ossa”
ideazione e coreografia: Caterina Genta
con: Alessandro Amici, Valentina Consoli, Siliana Crocchianti, Caterina Genta, Claudia Giordano, Elena Kofinà, Michela Lagi, Monica Lavezzari, Sara Libori, Paola Lupi, Claudia Pelliccia, Cinzia Sità, Valentina Versino, Midori Watanabe
musica originale: Marco Schiavoni
si ringrazia lo IALS di Roma e il Centro Danza Marius Petipa
Corpo svuotato, verità del corpo liberato. Corpo trasparente, per guardare e
guardarsi attraverso, lasciarsi attraversare. Gli ideogrammi Myo-Ho
rappresentano rispettivamente la misteriosa natura della vita e le sue
manifestazioni. Corpi nudi, trasparenti, rannicchiati, avvinghiati. La danza
delle ossa, le infinite forme plastiche che assume imprevidibilmente il mondo
biologico. La musica originale di Marco Schiavoni racconta il disgregamento
della pietra, vibrante pulsazione della terra.
Caterina Genta, autrice, interprete di coreografie e performance dall’86. Formata alla
Folkwangschule con i maestri del Wuppertaler Tanztheater di Pina Bausch. Negli anni di formazione ha danzato in coreografie di Linke, Limon, Cebron, Bridson. A Berlino ha lavorato con la danzatrice Buto Yoschioka e a Roma con T. Fukuhara e T. Kanda.
Gruppo Nanou
“Motel”
di e con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
suono: Roberto Rettura
Una sola ambientazione al chiuso, “un singolo punto di ripresa” fisso.
La drammaturgia, scandita per episodi, si fonda sull’interazione di un ristretto numero di personaggi immersi in un
ambiente familiare, sostanzialmente ordinario, in cui elementi straordinari spostano l’andamento quotidiano
dell’azione.
Nanou nasce nel 2003 come spazio di confronto delle competenze di un gruppo di giovani artisti.
Con le loro produzioni Namoro (2005), Desert-Inn (2006), Tracce Verso il Nulla (2007/2008): hanno partecipato ad
alcuni dei più importanti festival italiani fra cui: Fabbrica Europa, Interplay, Danae, Santarcangelo International Festival of the Arts, Teatro Comunale di Ferrara.
Vincitori del concorso e il premio speciale GD'A '05. Nel 2007 fannno parte del progetto Moving_Movimento.
Maddai
“Skip intro”
Skip Intro è sul tempo e la sua percezione.
L'evento condiziona il tempo. Così come condizioni diverse generano tempi diversi, intervalli diversi, azioni diverse. In un incidente avviene un rallentamento del tempo; le risorse attentive salgono permettendoci di analizzare un numero di dettagli che in un'altra circostanza non noteremo. Il tempo viene modellato secondo quello che sta accadendo.
L'accelerazione. La dilatazione. L'inizio e la fine. La ciclicità. L'interruzione. Soffermarsi su un dettaglio finchè esso cambia forma. Cosa lascia una danza, un'azione, un accadimento? Una scia, una memoria, un vuoto, un pieno. Fermare il tempo.
MAddAI nasce nel 2000 presso il Forte Prenestino di Roma, da un'idea della coreografa Simona Lobefaro. Ospite di numerosi festival in Italia e all'estero MAddAI è un progetto di danza di ricerca il cui percorso artistico ha sempre messo al centro del discorso l'urgenza e il rischio conducendo a scelte sceniche aperte in cui l'esito non è scontato.
Beatrice Magalotti
“HOH-H Sleepy walls”
Ideazione e coreografia: Beatrice Magalotti
Interpreti: Anna Lea Antolini, Alessandra Giambartolomei, Gea Lucetti, Beatrice Magalotti, Cristina Morelli, Daniele Pillirone, Barbara Schröer, Sara Simeoni
Disegno luci: Danila Blasi
Hoh-h sleepy walls è strutturato in brevi “quadri” che traggono spunto dall’osservazione di alcune ovvietà riconoscibili quotidianamente: l’attesa, il sonno, il muoversi frenetico, il ridere e il piangere. Queste condizioni del corpo e dell’affettività aprono ad una dimensione “sentita” in cui il corpo sperimenta una gestualità apparentemente inutile ed insensata. I danzatori attendono, cadono in un sonno profondo, ridono, piangono come catturati da un istinto simile a quello del gioco.
Nel 2006 Beatrice Magalotti inizia la sua collaborazione con la danzatrice e regista tedesca Barbara Schröer, ottenendo una residenza coreografica a Bruxelles (Parts Summer Studio). Da quell’esperienza, è nata l’idea per un progetto più complesso a cui si sono aggiunti gli altri interpreti.
Cie Twain – Loredana Parrella
“Lei e Tancredi – denunce di corpi parlanti“
coreografia: Loredana Parrella
scene, costumi, disegno luci: Roel Van Berckelaer
musiche: Leonardo Milani
con: Vittoria Maniglio, Anna Basti, Yoris Petrillo, Valentina, Stefano Fardelli, Laura Avesani
musica dal vivo: Leonardo Milani, Federico Scettri
Ricercare la forza dei significati, in un periodo storico così potentetemente segnato dalla massificazione del pensiero e dei corpi, mi ha portato a riflettere e a interrogarmi sulla figura dell'eroe, sul suo essere troppo umano, fino a disumanizzarsi, fino a staccarsi completamente da qualsiasi condizionamento, in nome di un credo e di una fede, al di sopra di tutto e tutti. E allora Tancredi e Clorinda, gli amanti impossibili, gli infaticabili, diventano i corpi parlanti nei quali si attua quel necessario distacco dalla stanchezza e dalla rinuncia, devastanti epidemie del nostro tempo.
Loredana Parrella, coreografa e regista italiana, si forma come danzatrice e attrice tra l’Italia, la Francia e il Belgio. Dopo una carriera come interprete sia in Italia che all’estero, svolge la sua attività di coreografa e regista nella lirica, nella danza e nel teatro fisico. Dal 2006 Loredana Parrella è Direttrice Artistica della compagnia TwAiN. La sua ricerca si genera come complesso di esigenze espressive sia individuali che collettive, dove protagonista è l’essere umano.

Martedì 12 febbraio (Replica mercoledì 13)

Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Membros – Brasile
“Febre” PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
Abbonamento a 4 spettacoli di Equilibrio 50 euro
Premio Equilibrio Roma
Il Premio Equilibrio Roma è una novità importante di questa quarta edizione del festival. Scopo dell’iniziativa è stimolare la creazione nell’ambito della danza contemporanea, sostenendo il lavoro di artisti emergenti operanti sul territorio italiano.
Una prima selezione, effettuata nel mese di dicembre dalla direzione artistica del festival Equilibrio, si è conclusa con la scelta di dieci progetti finalisti.
Le domande di partecipazione sono state 98, provenienti da tutte le regioni italiane e, in alcuni casi, da altri paesi europei (artisti italiani residenti all’estero).
Nella loro eterogeneità e complessità, i progetti testimoniano la vitalità del paesaggio della danza contemporanea in Italia e la presenza di tante esperienze di grande interesse e originalità, portate avanti in molti casi al di fuori dei circuiti tradizionali.
Nella valutazione delle proposte artistiche sono stati seguiti tre principali criteri di valutazione:
originalità del progetto
innovazione del linguaggio
percorso degli artisti coinvolti
Il 12 e il 13 febbraio i finalisti presenteranno di fronte ad una giuria internazionale dieci forme brevi destinate ad evolversi in spettacoli di danza contemporanea.
La giuria sarà composta da:
John Ashford – Regno Unito -- direttore The Place (Londra)
Francesc Casadesus – Spagna – direttore Mercat de les Flors (Barcellona)
Géraud Didier – Francia – direttore Le Duo (Dijon), consulente artistico Le Maillon (Strasbourg)
Constanza Macras – Germania/Argentina – corerografa, direttrice artistica Dorky Park (Berlino)
Milan Tomásik – Slovacchia – danzatore-coreografo, membro di Les SlovaKs Dance Collective
Al termine delle due serate, la giuria designerà un vincitore che riceverà dalla Fondazione Musica per Roma un contributo di produzione di 20.000 Euro e la possibilità di presentare lo spettacolo finito nell’edizione 2009 del Festival Equilibrio.

Martedì 12 febbraio

Simphiwe Dana in concerto
“The One Love Movement on Bantu Biko Street”
Sala Sinopoli ore 21
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
SIMPHIWE DANA
“The One Love Movement on Bantu Biko Street”
MARTEDI 12 FEBBRAIO SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Simphiwe Dana - Voce
Priscilla Moeketsi - Vusi Khobeni - Sizwe Magwaza - Cori
Tokoloho Moeketsi – Chitarra, Vuyo Shiburi – Basso, Bafana Sukwene – Batteria, Ngari Ndong - Percussioni, Tshegofatso Didibeng - Tastiere, Nathi Bongumusa Shongwe - Tastiere e pianoforte
Paragonata a Lauryn Hill, India Arie ed Erykah Badu, Simphiwe Dana è il nuovo fenomeno in ascesa della musica sudafricana, il cui successo è esploso nel 2006 con Zandisile, l’album di debutto. Oltre a vincere due South African Music Awards, ha anche aperto una serie di fortunati concerti nelle maggiori capitali europee. Grandi festival di Jazz e World Music si sono contesi la stella nascente e ovunque la cantante ha avuto la stessa calda accoglienza da parte del pubblico. A questi successi hanno fatto seguito le alte posizioni conquistate nelle classifiche, nella European World Music Charts e la National Jazz Chart.
Quello che più colpisce e affascina le platee è l’incantevole presenza scenica di Simphiwe, il mix unico di African Roots, Pop, Soul, Gospel e anche Hip Hop che la cantante propone, il sound impareggiabile, il messaggio di una nazione giovane, sicura di sé, che punta il dito sugli innumerevoli problemi ancora da risolvere e che viene diffuso da una donna orgogliosa, seria e adorabile, che si fa ambasciatrice dei giovani musicisti sudafricani.
In The One Love Movement on Bantu Biko Street, il secondo album, Simphiwe Dana continua il percorso che ha scelto per sé: brani scritti in prima persona, che parlano di politica e famiglia, mescolati a melodie e ritmi intensi e significativi. Il tutto unito a un mix di musica sudafricana, Pop e Jazz contemporanei. Accanto a brani in Xhosa, l’idioma sudafricano di cui Simphiwe è madrelingua, l’album propone anche pezzi tradotti in inglese, quindi non è più un segreto se delle canzoni d’amore molto personali spuntano nel repertorio. Il titolo dell’album, molto politico, parla di speranza, è un inno alla libertà dopo le dure repressioni che la gente di colore ha dovuto subire così a lungo. Come dice Simphiwe: “Bantu Biko Street è l’unica strada lastricata dalle nostre speranze e sogni; è la nostra strada dorata, che deve esistere prima di tutto nelle nostre menti”.
L’uscita dell’album in Sudafrica è stata accolta come un vero e proprio “evento”. Ai South African Music Awards, nella primavera 2007, nessuno si è stupito dei 4 premi vinti dalla seconda opera di Simphiwe. Tra questi, anche “Album dell’anno” e “Artista dell’anno”.

Mercoledì 13 febbraio

Equilibrio

Premio Equilibrio Roma
Presentazione progetti finalisti
Samuele Cardini, Marina Giovannini “Studi per LUOGO COMUNE”
Simona Bertozzi “Terrestre”
Caterina Genta “Myo–ho, la danza delle ossa”
Gruppo Nanou “Motel”
Cie Twain – Loredana Parrella “Lei e Tancredi – denunce di corpi parlanti“
Teatro Studio ore 19
Biglietto unico 2 euro


Mercoledì 13 febbraio

Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Membros – Brasile
“Febre” - replica
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
Abbonamento a 4 spettacoli di Equilibrio 50 euro
Mercoledì 13 febbraio
Omar Sosa Afreecanos Quartet
Sala Sinopoli ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
EQUILIBRIO festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
prima italiana
Membros – Brasile
« Febre »
martedì 12 e mercoledì 13 febbraio ore 21
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica
Ideazione e direzione: Paulo Azevedo e Taís Vieira
Genere: danza urbana (danza politica)
Durata: 55 mn
Coreografia: Taís Vieira
Interpreti: João Carlos Silva, Fabiana da Silva Costa, Jean Gomes, Zanzibar Vicentino, Luiz Enrique, Julius Mack Garcia, et Rogério Araújo
Bande sonore: Paulo Azevedo
Musiche: Bach, Chico Buarque, Faccai Central, Jorge Aragao, extraits de Funky
Luci e regia tecnica: José Martins
Suono: Lionel Henry
Produzione e diffusione: Marine Budin / El Climalola
Assistente di produzione: Florence Naze
Coproduzione: Les Rencontres de la Villette – Parc de la Villette, Festival de Barcelona Grec / Mercat de les Flors
Residenze di creazione: Centre de creació Ca l’Estruch – Ajuntament de Sabadell
Teatro Alegria ed Terrassa
Con il sostegno di: IDEE
la compagnia brasiliana Membros presenta in anteprima italiana il 12 febbraio (replica il 13) l’ ultima creazione: « Febre », seconda parte della trilogia composta da Raio X, Febre e Medo. Attraverso un linguaggio originale, che mescola hip hop, danza contemporanea e teatro, i giovani artisti della compagnia mettono in scena uno spettacolo durissimo e toccante, che racconta la vita dei ragazzi di strada in Brasile.
Febre è una provocazione, uno spettacolo o un grido? È a partire da questa domanda che Taís Vieira e Paulo Azevedo hanno creato la seconda parte della loro trilogia sulla violenza. Sempre spinti dal desiderio di trasformare la società e comprendere i meccanismi che producono la miseria e le diseguaglianze, coreografi e danzatori insieme hanno analizzato i gradi della febbre interpretandoli in termini di malessere sociale. Dalla loro ricerca sono emerse tre temperature: 37, 40 e 43 gradi. E con esse nuovi interrogativi: in che modo queste temperature possono prendere corpo in un’estetica specifica? La danza è in grado di svolgere questo ruolo? Fino a che punto siamo capaci di interferire nell’immaginario sociale con le nostre idee?
Un giorno, mentre partecipavamo a un importante festival di danza nel nostro paese, trattati di gran lusso, fuori dalla nostra automobile vedemmo un uomo che piangeva e chiedeva aiuto per salvare la figlia ballerina che doveva sottoporsi con urgenza a un intervento chirurgico. L’atmosfera gioiosa svanì di colpo! Taís commossa disse piano: i dolori del mondo mi fanno molto male! Quello stesso giorno Taís si ferì durante il finale dello spettacolo e passammo la notte all’ospedale... Forse fu proprio in quel momento che pensai nel modo più innocente possibile: giacché non possiamo curare tutti i malesseri del mondo, perché non raccontarli in scena?!
Febre è un po’ del dolore di ogni madre o padre che perde un figlio per il narcotraffico, del bambino che diventa uomo perché gli hanno messo un’arma in mano, del cammino di un’infanzia rubata nella cella di una prigione; c’è anche un po’ delle armi dei paesi più ricchi puntate al cuore dei paesi poveri e che da sempre servono solamente per generare dipendenza... E benché sia una violenza che non necessariamente ci tocca da vicino, produce un altro effetto collaterale: ci fa pensare a noi stessi, i brasiliani, come a un popolo sempre cordiale, disposto a dare allegria a tutti anche quando veniamo colpiti da una “febbre” originata da fonti diverse, che finiscono poi per caratterizzarci agli occhi altrui sotto gli stereotipi della mulata, del samba e del calcio.
Membros
La compagnia di danza hip hop Membros è stata fondata nel 1999 dal coreografo Taís Vieira e da Paulo Azevedo, laureato in scienze politiche e istruttore, a Macaé (180 km da Rio de Janeiro). Il progetto, che si configurava come piuttosto atipico per la città che vanta una popolazione di 200.000 abitanti e il più alto tasso di omicidi del paese, aveva l’obiettivo di unire dieci giovani di origini sociali e culturali diverse che non avevano mai avuto contatti con la danza allo scopo di fornire loro una nuova prospettiva di vita, inserendoli in una compagnia di danza professionale. Gli attuali componenti di Membros sono stati coinvolti nel progetto durante una serie di manifestazioni organizzate nelle scuole da Taís Vieira e Paulo Azevedo. Oggi che sono diventati ballerini professionisti si impegnano a trasmettere ad altri giovani la propria passione e le proprie conoscenze collaborando con il CiemH2, il Centro di Studi Integrati sul Movimento Hip Hop di Macaé. Dal 2004, la compagnia ha usufruito di stage creativi organizzati in Europa, in particolare presso il Ca l’Estruch di Sabadell, in Catalogna. I componenti di Membros partecipano a dibattiti, fanno parte di giurie e tengono laboratori e corsi di perfezionamento avanzati sia in Brasile che in Europa.
CiemH2: centro di attività extrascolastiche che offre corsi di danza, graffiti, musica, dj, video e filosofia. Il centro si propone di fornire una formazione professionale ai giovani, offrendo loro gli strumenti per raggiungere una piena autonomia di pensiero, creativa e interpretativa. Grazie a CiemH2 sono nati molti gruppi interessanti, tra cui Art 1, Danza inclusiva, ecc. La compagnia Membros rappresenta un esempio di grande valore per la scuola e i suoi componenti contribuiscono allo sviluppo del centro svolgendo attività didattiche. www.ciemh2.com
I coreografi
Da molti anni Taís Vieira e Paulo Azevedo sono impegnati in una ricerca coreografica incentrata sul tema della violenza (fisica, simbolica, ecc.) che si è tradotta nella creazione di una trilogia di spettacoli. Fino ad oggi la compagnia ha messo in scena due lavori del progetto: Raio X (2003, presentato per due anni nei teatri di tutta Europa) e Febre (2007). Lo spettacolo conclusivo della trilogia, intitolato Medo (Paura), sarà presentato al pubblico nel 2009.
OMAR SOSA QUARTET
Afreecanos

MERCOLEDI 13 FEBBRAIO SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Omar Sosa pianoforte, Fender Rhodes, electronics
Childo Tomas basso elettrico, voce, m’bira
Mola Sylla voce, m’bira, xalam, kongoman
Baba Sissoko ngoni, talking drums, calebasse, voce
Omar Sosa riunisce musicisti provenienti dall’Africa, Cuba, Brasile e Francia per celebrare la ricca eredità della musica africana nei confronti del Jazz e della Musica Latina. Gli arrangiamenti di Sosa combinano folklore e contemporaneità, tribale e urbano. Le voci degli spiriti e le percussioni di Africa e Sud America si fondono con lo stile lirico e audace del piano di Sosa. Omar Sosa è un autentico virtuoso del pianoforte che suona con una tecnica incredibile, a tratti spettacolare, a tratti sensibile e leggera, e saprà rapire il pubblico romano con tutto il suo sentire che mescola la sua sensibilità guajira con una profonda conoscenza della musica classica, jazz e elettronica. Nato a Camaguey, Cuba, si interessa fin da giovane alle percussioni che studia alla prestigiosa Escuela Nacional de Musica dell’ Havana; successivamente si focalizza sul pianoforte. A fine degli anni ottanta, dopo avere studiato molto dalle tradizioni musicali afro-cubane alla musica classica europea, comincia a lavorare con due cantanti cubane: Vicente Feliu e Xiomara Laugart. Si trasferisce a Quito, in Ecuador, nel 1993, e scopre la musica folklorica della provincial di Esmeraldas, caratterizzata dall’uso della marimba. Nasce il suo gruppo jazz fusion, Entrenoz, e produce Andarele, una registrazione del gruppo Koral y Esmarelda. Successivamente si sposta a San Francisco nel 1995 dove si inserisce nella comunità di artisti che gravitano intorno al latin jazz.
Nel 1998 Omar comincia a collaborare con il percussionista John Santos. Registra album in solo e si avvicina alla cultura Africana. La sua musica mescola lingue e strumenti differenti e il suono assomiglia a qualcosa tra Sun Ra e Fela Kuti. Negli ultimi anni Sosa è molto attivo in Europa e si è trasferito dagli USA a Barcellona. Dopo il disco Mulatos, che si avvicinava all’universo high-tech ed elettronico, Sosa ha continuato l’esplorazione nelle sue radici africane con “Promise” miscelando straordinariamente jazz e elettronica, tribale e urbano, folk e contemporaneo insieme al quartetto “Afreecanos” formato dal batterista cubano Julio Barreto, il bassista mozambicano Childo Thomas e la vocalist senegalese Mola Sylla. In occasione del concerto all’Auditorium Parco della Musica verrà accompagnato dal percussionista maliano Baba Sissoko.
BIGLIETTO UNICO 15 EURO

Giovedì 14 febbraio

Carta Bianca a Carmen Consoli
Carmen Consoli incontra il collettivo Angelo Mai
Sala Sinopoli ore 21
Biglietto unico 10 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
Carta bianca a Carmen Consoli
CARMEN CONSOLI
incontra il
COLLETTIVO ANGELO MAI
Roberto Angelini, Renato Ciunfrini, Cristiano De Fabritiis, Rodrigo D’Erasmo, Francesco Forni, Massimo Giangrande, Gabriele Lazzarotti, Mafio, Pino Marino, Raffaella Misiti, Andrea Pesce, Davide Piersanti, Fabio Rondanini.
Con la partecipazione di
Carmen Consoli e Niccolò Fabi

GIOVEDI’ 14 FEBBRAIO SALA SINOPOLI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Il Collettivo Angelo Mai – Orchestra Mobile di canzoni e musicisti - nasce all’interno della luminosa esperienza dell’Angelo Mai occupato, un ex convitto nel centro di Roma dove per due anni 25 famiglie in emergenza abitativa insieme a un folto gruppo di artisti hanno lottato per il diritto alla casa e per il diritto agli spazi indipendenti per le arti e la cultura. La battaglia dell’Angelo Mai è stata sostenuta da artisti e musicisti provenienti da tutta Italia e la mancanza di questo spazio d’espressione – sgomberato nel 2004 e ancora in attesa di una nuova sede – è percepibile ogni giorno nel complesso panorama della città di Roma.
Volume 1 è il primo disco del Collettivo - produzione indipendente dell’associazione Angelo Mai occupato, etichetta Fiori Rari - registrato nel teatro dell’Angelo Mai. La ricchezza delle diverse identità artistiche dei suoi componenti si sente: le improvvisazioni free-jazz del gruppo Kala si alternano alle intense e raffinate prove autorali di Roberto Angelini, Francesco Forni, Massimo Giangrande e Pino Marino fino alle composizioni pianistiche per teatro di Andrea Pesce. Un suono unico e inconfondibile unisce però momenti così diversi fra loro e questa è la particolarità del Collettivo Angelo Mai, uno scambio di sensibilità ed esperienze musicali e umane che non diventano mai compromesso o rinuncia. Questa volontà di condivisione è la cifra umana e politica del gruppo e questo disco è la dimostrazione della creatività delle produzioni dal basso e dell’importanza della battaglia per spazi di produzione artistica indipendente. Per il concerto del 14 febbraio all’Auditorium Parco della Musica a Roma faranno parte del Collettivo Carmen Consoli e Niccolò Fabi.
Venerdì 15 febbraio

Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Padmini Chettur - India
“Paperdoll” PRIMA ITALIANA
Sala Petrassi ore 21
Biglietto unico 15 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
Abbonamento a 4 spettacoli di Equilibrio 50 euro
EQUILIBRIO festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
prima italiana
Padmini Chettur – India
« Paperdoll »
venerdì 15 febbraio ore 21
Sala Petrassi - Auditorium Parco della Musica
Coreografia: Padmini Chettur
Musica: Maarten Visser
Luci e scene: Sumant Jayakrishnan
Danzatori: Krishna Devanandan, Preethi Athreya, Ashwini Bhat, Anoushka Kurien, P.Akila
Coproduzione: Springdance (Utrecht), KunstenFESTIVALdesArts (Brussels), SW & G (Berlin), Grand Theatre (Groningen)
Considerata internazionalmente come la figura più importante della nuova coreografia indiana, Padmini Chettur sarà in Italia per la prima volta il 15 febbraio con « Paperdoll ». Uno spettacolo tutto al femminile, una danza ipnotica di straordinaria bellezza, che nasce dalla precisione della partitura coreografica e dal rigore del gesto.
La fila di figurine di carta che ci divertiamo a ritagliare da bambini prende vita davanti ai nostri occhi. Le bambole rappresentano ciò che è perfetto ma bidimensionale. Una forma che si spezza facilmente, tenuta insieme da sottilissime strisce di carne. Il filo si dipana per poi suddividersi in segmenti, mucchietti, frammenti, ognuno dei quali influenza l’insieme in maniera costante e coerente. Le danzatrici sono perennemente sospese in uno spazio teso tra vicinanza e distanza. A collegarle spesso è il tempo, talvolta le intenzioni. Lo scopo non è danzare isolate, ma reagire ai movimenti di chi danza vicino a te.
P.S.
Qualsiasi concetto voglia esprimere, scelgo il linguaggio della danza. Spero che questo testo non proietti un significato dove non ne esiste uno. Al contrario, il significato si crea in maniera quasi casuale all’interno della danza stessa.
(Padmini Chettur)
Padmini Chettur
Nata nel 1970, Padmini Chettur è stata iniziata sin da piccola ai segreti della danza tradizionale indiana chiamata Bharathanatyam, che le ha consentito di acquisire uno stile molto elegante e un’elevata consapevolezza del proprio corpo.
Nel 1991 ha scoperto il movimento contemporaneo entrando a far parte della compagnia della coreografa e danzatrice Chandralekha a Chennai (l’antica Madras), con cui ha lavorato per otto anni coltivando uno stile incentrato sulla fisicità e sull’emozione. Oggi Padmini Chettur mette a frutto i tanti anni di esperienza con le danze indiane per creare coreografie che si discostano completamente dall’estetica e dalle caratteristiche formali della tradizione. Dal 1999 Chettur ha iniziato a presentare i propri spettacoli in India e in Europa: gli assolo Wings and Masks e Brown, duetti come Unsung e pièce di gruppo come Fragility, Paperdoll e Pushed.
Partendo dalla presenza delle danzatrici sul palcoscenico e dall’assoluta necessità del movimento, il lavoro di Padmini Chettur è incentrato sul bisogno di ridefinire il corpo al di là di ogni stereotipo sull’India.

Venerdì 15 febbraio

Lezioni di giornalismo
Alexander Stille
“L’italia vista dagli altri”
Teatro Studio ore 21
Biglietto unico 5 euro (riduzioni del 25% con Parco della Musica card)
ALEXANDER STILLE
“l’Italia vista dagli altri”
VENERDI’ 15 FEBBRAIO ORE 21 – TEATRO STUDIO
Auditorium Parco della Musica di Roma
“L’obiettività sarà anche un mito, ma è un mito utile. Incoraggia i giornalisti a cercare di mantenere un senso di imparzialità e di equilibrio, un sano rispetto per i fatti, e li spinge a riportare notizie contrarie alle proprie convinzioni più radicate. Silvio Berlusconi, Rupert Murdoch e altri hanno creato un modello opposto, in cui il giornalismo è soltanto uno strumento politico, che ignora l'imparzialità salvo usarla come fumo negli occhi per il pubblico più ingenuo”. Negli ultimi anni lo statunitense Alexander Stille è stato uno degli osservatori più attenti e acuti dell’anomalia italiana, ovvero dello strettissimo rapporto che intercorre in Italia tra potere politico e mondo dell’informazione, un tema destinato a riproporsi con urgenza in questi mesi che ci separano dalle elezioni politiche. Docente di giornalismo alla Columbia University di New York, Stille collabora con alcuni dei più importanti giornali statunitensi e italiani e ha pubblicato diversi libri sull’Italia, tra cui Nella terra degli infedeli. Mafia e politica nella Prima Repubblica (1995) e l’inchiesta Citizen Berlusconi (Garzanti 2006). In questo terzo incontro delle Lezioni di giornalismo, prodotte dalla Fondazione Musica per Roma con “Internazionale”, Stille analizzerà vizi e virtù del giornalismo italiano e di quello statunitense. Il confronto tra due stili e due approcci culturali così diversi sarà reso appassionante dal clima determinato dalla concomitante competizione elettorale che vedrà decisamente coinvolti, da una parte e dall'altra dell'Oceano, i mezzi di informazione. L’introduzione è affidata a Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale.
Alexander Stille, nato a New York nel 1957, collabora con diversi giornali statunitensi, tra i quali il New York Times e il New Yorker, e, in Italia, con la Repubblica. Figlio del giornalista italo americano Ugo Stille ha studiato a Yale e si è poi specializzato alla scuola di giornalismo della Columbia University. Nel 1992, pubblica il suo primo libro: Uno su mille. Cinque famiglie ebraiche durante il fascismo, dedicato alle discriminazioni razziali avvenute in Italia nel periodo fascista. Attualmente vive a New York ed è professore di giornalismo presso la Columbia University.
La rassegna Lezioni di giornalismo con Internazionale prodotta da Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Internazionale, ospiterà negli spazi del Parco della Musica alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione. I curatori dell’iniziativa Chiara Nielsen, Oscar Pizzo e Guido Barbieri, hanno invitato a questo primo ciclo di incontri alcune delle personalità più originali e incisive del mondo dell’informazione: Marjane Satrapi, autrice di fumetti di origine iraniana, regista del film d'animazione "Persepolis", James Nachtwey, fotoreporter e fotografo di guerra e membro fondatore dell'agenzia fotografica VII, Fred Pearce, consulente ambientale della rivista britannica “New Scientist” e Robert Fisk, corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano britannico “The Independent”.

DANZA IN VIDEO - EQUILIBRIO fino al 26 febbraio

Equilibrio festival della nuova danza - IV edizione
a cura di Giorgio Barberio Corsetti
Da lunedì a venerdì dalle 19 alle 21
sabato e domenica dalle 11 alle 21
AuditoriumArte
Ingresso libero
Tutto il programma su www.auditorium.com

MOSTRA

Colori di Roma
fino al 6 marzo 2007
Foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma
Ingresso libero
Orari: dal lunedì al sabato dalle 11 alle 18 - domenica dalle 10 alle 18
MOSTRA

COLORI DI ROMA
DA ACCARDI A ZEICHEN, 80 ARTISTI A CONFRONTO TRA SCRITTURA E ARTI VISIVE
5 FEBBRAIO - 6 MARZO 2008
FOYER DELL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA
E’ stata inaugurata lunedì 4 febbraio la mostra Colori di Roma. Allestita nel Foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’esposizione è promossa dall’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma e dalla Fondazione Musica per Roma.
Colori di Roma nasce da un’iniziativa del quotidiano La Repubblica che ha invitato autori che si esprimono secondo diversi linguaggi a creare un’opera, e a contaminare gli stili, per le pagine culturali della cronaca di Roma.
Una ideale tavolozza romana in cui le tinte forti o i passaggi delicati del racconto ispirato alla città, si incrociano, e spesso si fondono, con i toni decisi e le sfumature più delicate della pittura, ma anche del disegno e della fotografia.
Giunta al nono anno, la rassegna è iniziata nel 1999 con la serie “Roma in giallo”, per passare l’anno successivo alle “Storie d’amore” e poi a “Roma in blu”, a “Notti romane” e alle “Vacanze romane”, ai “Misteri di Roma”, quindi a “Strade di Roma” per finire l’anno passato con gli “Interni romani”. L’iniziativa editoriale è stata sempre conclusa da un libro che ha raccolto i testi e le immagini pubblicate. Ma anche da una mostra in cui gli artisti hanno proposto anche un esempio del proprio lavoro; e dopo la Casa delle Letterature, i saloni della Gnam, villa Poniatowsky, l’anno passato l’esposizione s’è tenuta nel foyer dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, che torna quest’anno ad ospitare la collettiva.
La prima edizione di questo lungo percorso ha visto insieme dieci scrittori e dieci artisti, l’anno scorso erano 30 e 30. Quest’anno si è arrivati al numero più alto, 80 in tutto.
Esponenti delle più importanti tendenze dell’arte contemporanea, legati al mondo della cultura romana e appartenenti a differenti generazioni, da quella dei maestri del dopoguerra alle nuove leve, gli autori delle immagini sono:
Carla Accardi, Giovanni Albanese, Andrea Aquilanti, Matteo Basilè, Elisabetta Benassi, Paolo Canevari, Bruno Ceccobelli, Sandro Chia, Francesco Clemente, Marco Colazzo, Nicola De Maria, Gianni Dessì, Mauro Di Silvestre, Stefano Di Stasio, Lino Frongia, Rossella Fumasoni, Giuseppe Gallo, Paola Gandolfi, Alessandra Giovannoni, Jannis Kounellis, Felice Levini, H. H. Lim, Carlo Maria Mariani, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Elisa Montessori, Nunzio, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri Vettor Pisani, Piero Pizzi Cannella, Oliviero Rainaldi, Giuseppe Salvatori, Andrea Salvino, Bernardo Siciliano, Donatella Spaziani, Marco Tirelli, Cy Twombly, Luciano Ventrone.
Tra le più belle penne della letteratura italiana, la lista degli scrittori comprende romanzieri ma anche poeti, autori di best seller e giovani da poco presenti sulla scena editoriale italiana:
Fulvio Abbate, Edoardo Albinati, Nanni Balestrini, Andrea Camilleri, Rocco Carbone, Giulia Carcasi, Patrizia Cavalli, Ascanio Celestini, Vincenzo Cerami, Mauro Covacich, Erri De Luca, Chiara Gamberale, Luigi Guarnieri, Raffaele La Capria, Nicola Lagioia, Marco Lodoli, Melania Mazzucco, Federico Moccia, Antonio Pascale, Lorenzo Pavolini, Aurelio Picca, Francesco Piccolo, Tommaso Pincio, Christian Raimo, Lidia Ravera, Ugo Riccarelli, Elena Stancanelli, Carola Susani, Emanuele Trevi, Valeria Viganò, Edoardo Sanguineti, Domenico Starnone, Igiaba Scego, Beppe Sebaste, Walter Siti, Amara Lakhous, Letizia Muratori, Giancarlo De Cataldo, Cristina Ali Farah, Valentino Zeichen.
INFORMAZIONI
Foyer dell’Auditorium di Roma - Ingresso gratuito –
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle ore 18; domenica dalle ore 10 alle ore 18
www.auditorium.com Tel. 06-80241281

ARTIST’S CORNER / 8

A Cura di Anna Cestelli Guidi
Prima della musica
ZIMMERFREI
fino al 9 marzo
Foyer Teatro Studio
ARTIST’S CORNER / 8

A CURA DI ANNA CESTELLI GUIDI
Prima della musica
ZIMMERFREI
Dall’8 febbraio al 9 marzo
Foyer Teatro Studio
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
INAUGURAZIONE 8 febbraio ORE 19.30
Con la rassegna Artist’s Corner, a cura di Anna Cestelli Guidi, l’Auditorium Parco della Musica, invita artisti e performer a trasformare con idee, azioni, opere gli spazi di questo luogo oramai centrale per la vita culturale romana.
Per l’ottavo appuntamento, dall’8 febbraio 2008, ZimmerFrei presenta il suo nuovo lavoro, Prima della musica (loop 10’, audio stereo, 2008).
Collettivo bolognese tra i più sperimentali e innovativi della creazione artistica contemporanea, ZimmerFrei, composto da Anna De Manincor, Anna Rispoli e Massimo Carrozzi, ha concepito e realizzato questo video espressamente per l’Auditorium e Fondazione Musica per Roma.
Girato nella sala grande durante il momento dell’accordatura e le pause di una prova dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il video è poi montato con quella particolare attenzione spazio-temporale che caratterizza la ricerca e la sperimentazione formale degli ZimmerFrei.
Nella visione degli artisti, la Sala Santa Cecilia, visitata per la prima volta dall’ultima fila della galleria durante una prova d’orchestra, diviene una cavità voluttuosa di legno rosso, morbido, liscio e gibboso come un grande intestino, il palco sfavillante e lontanissimo, come un altro pianeta, laggiù a terra. Una cavità con un cielo di legno e sottili linee di stelle, dove l’aria è spessa, satura di un suono composito e lievitato lungo il tempo, che esiste anche senza l’ascolto. Suono in potenza. Quello prima della musica, appunto.
È così che nel video, lo spazio della Sala Santa Cecilia diviene l’immagine mentale dello spazio musicale, dove la musica ancora non è. Un momento tecnico- l’accordatura – si fa suono concreto. Musica in potenza dentro un intestino di legno. Intanto fuori, osservati dall’alto, i gusci metallici di Renzo Piano sono pronti al decollo: gonfi di suono e di vibrazione trasformano la zona di contatto tra cielo e terra in un vuoto silenzio stellare.
credits
regia Anna de Manincor
suono Massimo Carozzi
fotografia e montaggio Anna de Manincor
con l’Ochestra Dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore d’orchestra Tan Dun
grazie a
Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Monitor video&contemporary art
ZIMMERFREI - Biografia
ZimmerFrei è il nome di un gruppo di artisti che lavorano sia singolarmente che collletivamente: Anna Rispoli (Bassano del Grappa, 20/08/74) Anna de Manincor (Trento, 18/08/72) e Massimo Carozzi (Massa, 04/08/67).
L’equipe nasce a Bologna nel 2000 e lavora in Italia e all’estero (Germania, Belgio, Grecia, Gran Bretagna, Stati Uniti).
ZimmerFrei fa confluire nell'ambito delle arti visive esperienze che provengono dal cinema, dalla musica e dal teatro, intersecando ogni volta ispirazioni, pratiche e tecnologie differenti in un progetto originale.
ZimmerFrei realizza installazioni sonore e video, performance, serie fotografiche e prototipi di audiovisione.
Esposizioni personali
2007
Site Specific #1 ZimmerFrei , Museo MAN, Nuoro, a cura di Maria Rosa Sossai
Memoria Esterna, C/O careof, Milano, a cura di Chiara Agnello e Lia Manzella
2006
perché siamo venuti, Monitor video&contemporary art, Roma
2005
If You Think This World Is Bad You Should See Some Of The Others, Comptoir du Nylon, Bruxelles, a cura di Frédérique Versaen
Panorama_Bologna, Voltone del Podestà, Bologna
2004
panorama, Monitor video&contemporary art, Roma
2001
N.K., InterAccess - Richmond 401, Toronto
N.K., ICI Istituto Italiano di Cultura, Londra
2000
N.K. Never Keep Souvenirs of a Murder, Palazzo delle Esposizioni, Roma
Esposizioni collettive
2008
“The Hot Season. Italian Art Now”, Stenersen Museum, Oslo, a cura di Lorella Scacco e Bartolomeo Pietromarchi
“Arte e linguaggio. Le parole più usate nella semiosfera dell’arte contemporanea”, Fabbrica Borroni – Bollate (MI), a cura di Margherita Salmaso e Chiara Zizioli
2007
“Hallucination”, Mass, Seul, Corea, a cura di T-Yong Chung
“In contemporanea”, Triennale, Milano, a cura di C/O Careof
“Albedo. A new perspective in italian moving images”, teatro Junghans, Venezia, a cura di Andrea Bruciati
“Almost Cinema”, Vooruit Arts Centre, Ghent (B), a cura di Eva de Groote
2006
“Neverending Cinema/Cinema Infinito”, Galleria civica di arte contemporanea di Trento
“Echoes from the mountains”, XX Olimpiadi Invernali, Sansicario (TO)
“Cell Phone: Art and Mobile Phone”, Contemporary Museum, Baltimore, USA
"Video invitational”, Via Farini, Milano
“Frame”, Gertrude Contemporary Art Space, Melbourne
“Passages”, C/O careof, Milano
“Video.it”, Torino
2005
“Reaction”, festival internazionale della performance, EXTRA 51, Biennale d’Arte di Venezia, a cura di Camilla Seibezzi
“Ouverture”, Ex-Eggs, New York , a cura di Daniela Lotta
“Honey Money”, Assab One, Milano
“Modern Times”, Museo MAN, Nuoro, a cura di Maria Rosa Sossai
“Sound Facts”, Museo Internazionale della Musica, Bologna, a cura di Marco Altavilla
“Videotheka”, Kunsthalle, Vienna, a cura di Emanuele Guidi
“Poesia in forma di rosa: tribute to Pasolini”, Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, a cura di Andrea Bruciati
Ingresso libero.
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle ore 18; domenica dalle ore 10 alle ore 18