In un gioioso tripudio di decorazioni geometriche ed astratte, l’altare propone tonalità nitide, ottenute attraverso gradazioni cromatiche che accostano diversi tipi di legno. Esse formano, partendo dall’alto, una sempre più intensa luminosità man mano che ci si avvicina al tabernacolo, contenitore sacro dell’Eucaristia. Gli intarsi lasciano trasparire con chiarezza la cura minuziosa e certosina impiegata nella realizzazione di disegni e lumeggiature, nonché lo stile proprio dell’artista che, indubbiamente, risente delle influenze d’oltralpe. L’opera di restauro in questo caso ha restituito all’altare ligneo la sua originaria luminosità attraverso un recupero cosciente di forme, disegni e colori. Riecheggiano tra le campate le ritrovate dorature di capitelli e cornici, ottenute attraverso una indagine storico-chimica delle sostanze utilizzate e delle tendenze artistiche del tempo. Le porte lignee che conducono alla cripta ripropongono magistralmente i toni intensi e gli incalzanti disegni tipici del secolo, mentre sui loro cinquecenteschi supporti rinascono motivi naturalistici e floreali dove il nero ritrova la sua corposità e il rosso il suo acceso, caldo, impatto cromatico. Le valorizzate lumeggiature, infine, contribuiscono a creare luci soffuse e candide atmosfere intrise di religiosità, di storia, di arte.
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